Archivio mensile:Dicembre 2015

IL NOSTRO PUNTO DI VISTA

BANNERCari cittadini e care cittadine,
cogliamo l’occasione per raccontarvi gli ultimi 6 mesi dal nostro punto di vista. Vi presentiamo una serie di fatti e poniamo una serie di domande. I commenti e le risposte li lasciamo a voi.

All’indomani delle elezioni l’amministrazione comunale ha indetto una selezione per individuare il personale necessario per pulire le aree verdi e rendere un po’ più decoroso il nostro territorio.
Sembra che la selezione sia stata effettuata tramite un sorteggio. Siamo costretti a dire sembra, perché nessuno della minoranza è stato invitato né ammesso a parteciparvi.
Questa selezione ha permesso di ottenere due risultati, uno temporaneo, l’altro invece temporalmente meno circoscritto e molto grave.
Se da un lato sono state ripulite alcune strade ed alcune aree verdi, per un breve periodo di tempo, dall’altro si è sforata la spesa per il personale. Non sarebbe stato meglio, all’indomani delle elezioni, controllare il bilancio per poi provvedere ad organizzare meglio il lavoro del personale già in forze presso il nostro comune? Come si porrà riparo allo sforamento della spesa per il personale? Chi pagherà?
Il Testo unico degli Enti Locali, che disciplina il funzionamento dei Comuni stabilisce alcune cause di incompatibilità, tra gli altri, per chi ricopre il ruolo di consigliere comunale. Tale incarico risulta incompatibile con un ruolo di rappresentanza legale all’interno di una associazione che riceva dal Comune stesso un finanziamento pari ad almeno un decimo del proprio bilancio.
Chi rappresenta dunque, ad esempio presiedendola, una associazione, non può ricoprire la carica di Consigliere Comunale del Comune in cui l’associazione ha sede.
La questione si è posta in occasione del Premio Cavallari, che il Comune di Pizzoli, di concerto con la Pro Loco Le tre montagne, è solito organizzare. Il regolamento che disciplina l’organizzazione della manifestazione predetta, affida solo alla Pro Loco compiti organizzativi e logistici.
Sarà che abbiamo effettuato una campagna elettorale all’insegna di pochi slogan, ma facendoci portatori di tanti valori, come la legalità, la trasparenza e l’assenza di conflitti d’interesse, mai ci saremmo aspettati, per rispetto soprattutto a TUTTI i cittadini di Pizzoli, che la Dott.ssa Maria Curtacci, perfettamente conscia delle norme che regolano il proprio mandato, avesse scelto tra la carica di consigliere e quella di presidente della Pro Loco appunto, considerando che quest’ultima riceve un finanziamento dal Comune superiore ad un decimo delle sue entrate, e invece…
In ossequio al regolamento che prevede il coinvolgimento della sola Pro Loco nell’organizzazione del Premio Cavallari, essa ha presentato al Comune di Pizzoli, a firma della propria presidente, Curtacci, la richiesta per ottenere il finanziamento necessario….
La giunta, con delibera n. 63 del 02/07/2015, senza neanche preoccuparsi di vagliare la conformità o meno dell’intera situazione al T.U. Enti Locali, ha autorizzato il finanziamento.
A quel punto è intervenuta Insieme per Pizzoli. Abbiamo chiesto con una interrogazione al Sindaco se avesse effettuato i dovuti controlli in merito alla posizione di incompatibilità della Dott.ssa Curtacci. Purtroppo abbiamo avuto solo risposte evasive.
Il risultato è stato che, in violazione del regolamento che disciplina il Premio Cavallari, il contributo di 5000 euro e la sua gestione sono stati affidati improvvisamente all’associazione Orione (annullando la precedente delibera), due giorni prima dell’evento.
Il Consiglio Comunale di Pizzoli, poi, con voto unanime della sola maggioranza, ha approvato un piano di tassazione che lascerà ancora più indietro chi è in difficoltà nel nostro territorio.
Si è deciso, infatti, di aumentare in maniera lineare ed orizzontale la tassazione: TARI, TASI, IMU, IRPEF.. Ve ne sarete accorti…
Ebbene alla nostra richiesta di studiare un piano che tenesse nella dovuta considerazione la situazione reddituale della famiglia e dunque di alzare le tasse solo ai soggetti più abbienti, la maggioranza ha risposto un sonoro diniego.
Alla nostra richiesta di optare e disciplinare il baratto amministrativo, ovvero la possibilità di compiere lavori socialmente utili se si è nell’impossibilità economica di pagare le imposte, la maggioranza ha risposto di no. Dunque quello che è realtà in altri comuni abruzzesi aventi le medesime dimensioni del nostro (si veda il Comune di Tollo, ad esempio), non può esserlo a Pizzoli. Perchè?
Nonostante tutte le parole e le promesse fatte nel corso della Campagna Elettorale da Intesa Democratica, la tassazione è dunque aumentata.

E il resto del programma? Quanti punti sono stati rispettati?
Dov’è l’impianto di videosorveglianza che avrebbe dovuto essere istallato presso il Cimitero Comunale? E quello per la sicurezza del territorio?
Dov’è la Consulta Comunale Giovani che il l’allora candidato Sindaco si era impegnato a mettere su entro 100 giorni dalle elezioni?
Dove sono l’agenda digitale locale che doveva essere stilata nei primi 100 giorni dall’ amministrazione, e la piattaforma open municipio per una maggior trasparenza amministrativa e la rete wifi gratuita?
Dov’è la puntuale e costante manutenzione del territorio per diminuire il degrado?

Abbiamo già fatto notare che la strada che porta al Palazzetto dello Sport è completamente dissestata, come anche la strada nella zona artigianale, eppure le si lascia in tale stato nonostante l’una sia utilizzata da tutti coloro che frequentano le strutture sportive, nonché da coloro che si recano allo Stadio la domenica e l’altra è a servizio dell’unico polo artigianale del nostro territorio. A fronte di questo stato dei fatti, Intesa Democratica ha scelto di asfaltare la strada che invece conduce ad un’unica attività commerciale sita in Cavallari. Perchè?

Noi siamo ancora convinti che amministrare bene significhi garantire il meglio alla collettività, non a pochi. Siamo ancora convinti che la nostra azione debba essere improntata alla trasparenza e alla legalità e dunque, con i nostri mezzi e i nostri strumenti, vogliamo continuare ad essere la voce di tutti i cittadini che vorrebbero essere ben amministrati.

Informazioni dettagliate sul sito ufficiale: www.insiemeperpizzoli.it/

Gruppo di minoranza Insieme per Pizzoli

Banca Etruria, un intero borgo a rischio: «A Pizzoli sono svaporati dieci milioni di euro»

In un piccolo centro in provincia de L’Aquila un paesano su quattro è stato coinvolto nel pasticciaccio delle azioni e delle obbligazioni subordinate. Ora il “Comitato Difesa Risparmiatori” lancia la sfida: «Niente elemosine, vogliamo indietro tutto»
L’ESPRESSO    – Maurizio Di Fazio 15 dicembre 2015
banca marche

“In un piccolo centro come il nostro la Banca Etruria, la ‘banca del paese’, era considerata un luogo amico, quasi un’istituzione; e gli stessi dipendenti che ci lavoravano da anni, a volte da decenni, erano diventati per i nostri cittadini un punto di riferimento assoluto. Nessuno poteva immaginarlo questo triste finale” ci racconta il sindaco di Pizzoli Gianni Anastasio. Pizzoli è una cittadina in provincia dell’Aquila a 740 metri sopra il livello del mare e con poco più di quattromila abitanti, mille dei quali coinvolti nel pasticciaccio delle azioni e delle obbligazioni subordinate andate in fumo, risucchiate nel gorgo della”vecchia” banca Etruria. Un paesano su quattro.

“Nonostante il terremoto del 2009, la nostra economia aveva continuato a girare. Banca Etruria era un po’ il nostro tessuto connettivo, il nostro quartier generale. Ora non resta che fare la conta dei sommersi”.

Per una piccola comunità come questa, il trauma è stato incalcolabile: “Sono svaporati dieci milioni di euro in azioni e obbligazioni subordinate, solo a Pizzoli – continua il sindaco -. Chi voleva comprarsi una casa, chi voleva aprire un’attività. E non mi risultano speculazioni. Conosco cittadini che ne avevano sottoscritte per 250 mila euro; qualcuno si era spinto a trecentomila; alcuni imprenditori locali a capo di aziende redditizie, sedotti dal 3.5 per cento di interesse e su consiglio esplicito della banca, hanno perso di botto 6-700 mila euro. Soldi che erano stati magari accantonati per il Tfr delle maestranze. Nessuno di loro era cosciente del fatto che se Banca Etruria fosse fallita i risparmi sarebbero diventati carta straccia”.

Pizzoli. Abruzzo interno. Un intero borgo rischia il fallimento perché ha creduto e “investito” in massa nei prodotti finanziari a rischio della (sua) Banca Etruria. Nella “bad bank” affogano tanti buoni, e spesso i cattivi lo sono per caso: pensionati che hanno immolato sull’altare della finanza dal volto di famiglia i propri modesti, o ingenti, risparmi; giovani coppie che rischiano di dire addio per sempre alla festa di nozze o alle rate del mutuo. L’imprenditore edile che ha perso 250 mila euro “messi da parte per il futuro dei miei figli e nipoti, e per una vecchiaia serena”. La pensionata che ha profuso tutta la sua liquidazione in obbligazioni “non sapendo che fossero rischiose. I bancari di Etruria m’avevano convinta: ‘è una cosa fattibile, su misura per te’. Ci ho rimesso 65 mila euro”. L’uomo di mezza età a cui è rimasta “solo la carta per andare al bagno”: i suoi 35 mila euro sono spariti con la morte della classica Banca Etruria e la nascita della Nuova Banca Etruria. L’ex operaia “arrabbiata e mortificata. Io mi fidavo della banca. E loro mi rassicuravano sempre, ‘stia tranquilla,sono guadagni sicuri’. Talmente sicuri che non ho più 35 mila euro”. L’ottantenne disperato che in obbligazioni subordinate aveva convertito le previdenze, le rinunce di una vita: “Ho 87 anni, e ora mi tocca andare avanti con 480 euro di pensione. Non dormo più”. La signora che ha gettato inconsapevolmente alle ortiche il suo Tfr ottenuto dopo 42 anni di lavoro; quella privata dei suoi 50 mila euro, “con una pensione di 240 euro”; e c’è Domenico Ioannucci, portavoce di quel “Comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli” che ha lanciato pubblicamente la sfida: “Dobbiamo muoverci prima che sia troppo tardi, e cioè prima che il decreto sia convertito in legge. Fino a qualche mese fa si percepiva da parte dei dirigenti della banca l’invito a continuare a investire, a prescindere dal profilo di rischio personale di ciascuno di noi. Anche investimenti in azioni liquide e obbligazioni subordinate, ci sono stati presentati come un’alternativa valida al mattone o alla semplice giacenza nel conto corrente”.

Sono 1500 gli iscritti al comitato: lievitano di ora in ora. Ne fanno parte anche obbligazionisti e azionisti di Amatrice, Antrodoco e Roma. Rivogliono indietro il cento per cento dei loro versamenti bancari svaniti: “Niente elemosine dal governo”. Domenica il comitato ha protestato davanti ai cancelli della Leopolda: “Abbiamo capito una cosa: il governo, secondo noi, ha già deciso, e l’unico intervento che farà sarà quello di prelevare questi 120 milioni dal fondo di solidarietà per poi aprire una sorta di concordato con i sottoscrittori delle obbligazioni subordinate – ci dice ancora il primo cittadino di Pizzoli, andato anche lui a Firenze -. Non intendono restituirci più del trenta per cento”.

I clienti dell’Etruria che si sentono truffati chiederanno i danni con singole cause civili. Nessuna class-action all’orizzonte. Si valuta inoltre la possibilità di una procedura penale, con annessa richiesta di sequestro cautelare preventivo per “mala gestio”. Anima legale del “Comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli” è Vanna Pizzi, consulente di Federconsumatori, alle spalle esperienze nel crac Parmalat e nei bond argentini per dirne due: “Molti risparmiatori sono finiti in mezzo a una strada, e il governo ha messo sul piatto una cifra insufficiente – spiega all’Espresso Vanna Pizzi -. Tra gli obblighi di una banca ci sarebbe quello di assicurarsi che il risparmiatore che si accinge a sottoscrivere obbligazioni subordinate possegga un determinato profilo di rischio, e sia perfettamente consapevole di quanto sta firmando. Qui a volte mancava la specifica stessa del titolo subordinato”.

L’avvocatessa romana prospetta anche una soluzione alternativa, l’offerta pubblica di scambio, cioè uno scambio delle vecchie con nuove obbligazioni: “Nel decreto del governo potrebbe essere posto un vincolo che faccia in modo che la nuova good bank emetta nuove obbligazioni dello stesso valore di quelle vanificatesi in precedenza. Per risarcire i risparmiatori  con strumenti potenzialmente più in salute dei loro diretti antenati: oltre alla restituzione del loro valore originario, potrebbero essere pagate così anche le cedole. E chi volesse potrebbe liberarsene subito, o venderle nel mercato secondario”. Un modo poi questo “per frenare la corsa al ritiro dei risparmi” e scansare il problema “aiuto di Stato”: “sarebbero le stesse banche, sorte sulle proprie ceneri, a restituire il dovuto ai risparmiatori”.

A Pizzoli, in montagna, tutta una piccola città spera. Anche per tornare a guardare serenamente negli occhi, senza retropensieri, al bar, in piazza, quei dipendenti della “banca di bandiera” che per loro erano come vecchi amici esperti di finanza

Articolo del Consigliere Gianluca Sette “CHI HA SBAGLIATO PAGHI!”

DEBITO

Buonasera a tutti. In data 17 novembre 2015 si è tenuto l’ultimo consiglio comunale e, come di consuetudine, mi sono concesso una quindicina di giorni per pensare e scrivere una nota in merito ad un punto all’ordine del giorno. Il passo che vorrei discutere con voi oggi, riguarda la questione numero tre: rinegoziazione mutui con Cassa DD.PP. S.p.A.
Di che cosa si è discusso due martedì fa, è un qualcosa che mi lascia basito ed indignato di fronte alla mancanza di lungimiranza e buona coscienza che i vari amministratori che si sono succeduti nel corso degli anni hanno avuto nei confronti della spesa pubblica. Cercherò di spiegarmi meglio, dati alla mano, in modo tale da non dover lanciare insensate critiche senza un fondamento apparente. Fino a due settimane fa, il debito pubblico del Comune di Pizzoli nei confronti dei creditori ammontava esattamente a 669.845 euro, capitale più interessi. Allo stato attuale delle cose, dopo la rinegoziazione appunto, il debito è aumentato esattamente a 837.276 euro, capitale più interessi. Rinegoziando il debito l’amministrazione ha abbassato la rata sul mutuo, aumentando gli interessi di 167.431 euro, portandola la rata stessa da circa 67.000 euro a circa 34.000 ,rimpinguando le tasse comunali di circa 100.000 euro in tre anni ma prolungando inevitabilmente la durata del debito, portandola all’ipotetica estinzione non più al 2025 ma al 2040.
Bene, 2040. Facendo altre due piccole operazioni matematiche, visto che la matematica non è un’opinione e siamo in tema di conti, io che sono nato nel 1990 nel 2040 avrò la bellezza di cinquant’anni tondi tondi, il doppio dell’età che ho adesso. Praticamente se ricominciassi da zero vivrei esattamente un’altra vita, ma qui entriamo nel tema della metafisica quindi non esageriamo! Sarò senza dubbio un bellissimo uomo di mezza età, con una bella testa pelata e una rotonda pancia cicciona, questo si, ma il discorso purtroppo non riguarda il mio aspetto fisico ma i soldi che dovrò esborsare, e come me tutti i cittadini del comune di Pizzoli, per altri venticinque anni. La cosa che mi indigna più di tutte però non riguarda la mia generazione o le generazioni passate bensì le generazioni future. I miei figli e i figli dei miei figli si troveranno a dover pagare la totale assenza di buon senso dei nonni del loro nonni. Non è già abbastanza frustrante nascere con il peccato originale, dobbiamo necessariamente dare alla luce figli che abbiano anche il “debito pubblico originale”? È proprio vero che gli errori dei genitori ricadono sui figli! Io credo che le aspettative di un buon padre di famiglia rispetto alla prole siano proprio quelle di lasciare un mondo migliore e più salubre ma, man mano che vado avanti con gli anni, mi rendo sempre più conto che l’uomo, a causa del suo egoismo, avidità e insulso senso di onnipotenza, riesce a distruggere tutte le infinite bellezze che la natura ha da offrirgli. Mi riferisco all’arte, all’amore, ai fiumi, ai mari, agli animali, a tutte quelle cose che sono il fondamento stesso di una società bella e in salute. A questo mi chiedo, anzi vi chiedo: ma vogliamo davvero lasciare un mondo così corrotto ed autolesionista ai nipoti dei nostri figli o vogliamo tutti impegnarci affinché la nostra società si muova sempre di più verso una situazione di automiglioramento? Io personalmente non mi sento assolutamente responsabile delle scellerate scelte che hanno portato a questo default finanziario. Chi ha sbagliato paghi! Io personalmente però mi sento in dovere di consigliare, in quanto consigliere, qualche lungimirante, a mio parere, azione di investimento. È sulla bocca di tutti in questi giorni la conferenza sul clima tenutasi a Parigi. A proposito di automiglioramento, io penso sia un’ottima idea quella di investire questo denaro che pagheremo in quindici anni in più di debito in un ammodernamento dell’efficienza energetica delle strutture comunali. In questo modo io penso che nel giro di venticinque anni avremmo ripagato l’investimento fatto e avremmo guadagnato molto in termini economici e di salute, diventando ancor di più un paese all’avanguardia in termini di qualità della vita. Questa è solo una delle tante proposte che si possono fare in termini di efficienza ambientale ed io auspico più che mai che il Comune di Pizzoli e l’amministrazione Anastasio abbiano intenzione di muoversi in questa direzione. Spero altresì che si trovino i colpevoli di questa nefandezza. Ripeto, chi ha sbagliato paghi e paghi perché chi è causa del suo mal, ed in questo caso anche del male altrui, pianga se stesso!
Consigliere Gianluca Sette