Archivio mensile:Febbraio 2016

Articoli a Confronto!

comune

E’ evidente che quando la tua parte politica governa, meno informazione c’è e meglio è, meno fastidi ci sono meglio è, meno voci ci sono e meglio è.   E. Mentana

Per una corretta informazione riportiamo i tre articoli apparsi sul  Qoutidiano Dell’Abruzzo il Centro.

centro2Pizzoli, sui fondi per il terremoto l’opposizione accusa

PIZZOLI. Il gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Pizzoli “Insieme per Pizzoli” ha diffuso ai cittadini del Comune la seguente nota di cui riportiamo ampi stralci: «Nei mesi scorsi siete stati più volte “tirati per la giacchetta” da chi vi ha parlato di problemi nel bilancio, di disavanzo, della necessità di mettere mano al portafogli, della responsabilità sempre appartenente ad “altri”. Ebbene noi come voi volevamo capire come stessero realmente le cose e perché. Vi presentiamo dunque i risultati delle nostre ricerche. A seguito del sisma del 6 aprile 2009, i Comuni del cratere sono stati destinatari di risorse finanziarie finalizzate alle diverse esigenze post-sisma, tra cui il finanziamento per la ricostruzione privata degli edifici danneggiati. Nel 2011 sono stati trasferiti 790.000 euro per la ricostruzione privata. Questi soldi, dunque sarebbero dovuti essere utilizzati solo ed esclusivamente per ripristinare le abitazioni danneggiate dal sisma. L’allora responsabile dell’ufficio ricostruzione nonché assessore delegato e oggi sindaco (Giovannino Anastasio), che seguiva i procedimenti e la rendicontazione delle spese della ricostruzione, non ha provveduto a impegnare o vincolare le somme ricevute. Tale vincolo non fu posto nemmeno dagli uffici e dal revisore tanto che finirono come un avanzo di amministrazione nel rendiconto di gestione che fu votato da tutti i consiglieri, dal sindaco Angela D’Andrea e dalla giunta dell’epoca, molti di questi siedono oggi nei banchi di giunta e consiglio. La conseguenza di aver tolto erroneamente il vincolo ai 790.000 euro è stata quella che tra il 2012 e il 2015 ne sono stati spesi, per l’esercizio delle funzioni amministrative, circa il 60% cioè 480.000 euro. Abbiamo tentato di capire come fossero stati utilizzati tali fondi, ma possiamo solo dirvi che forse sono stati utilizzati diversamente rispetto alla loro destinazione. Fatto sta che il 31 dicembre 2015 l’attuale giunta delibera un piano di rientro nell’arco di 3 anni. In che modo? Con un ulteriore aumento della pressione fiscale che si aggiunge all’ingente aumento già operato in autunno da questa amministrazione? O con il blocco della realizzazione delle opere pubbliche per i prossimi anni? In entrambi i casi a pagare saranno i cittadini».

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 Pizzoli, il sindaco replica alle accuse

Anastasio: stiamo evitando il dissesto finanziario causato da chi ci ha preceduto

PIZZOLI. Gianni Anastasio sindaco di Pizzoli ci ha inviato una nota di cui pubblichiamo ampi stralci: «La posizione della minoranza, pubblicata a mezzo stampa, attraverso la quale si cerca per l’ennesima volta di screditare l’operato di chi nell’attività amministrativa, cerca di trovare soluzioni e non di creare problemi, mi porta a dover rispondere, utilizzando, mio malgrado, lo stesso strumento. Ognuno di noi è libero di manifestare il proprio pensiero ma, il diritto sociale all’informazione attraverso cui si manifesta tale libertà, deve trovare il suo limite invalicabile nell’attendibilità e fondatezza delle notizie divulgate e nel rispetto delle persone. Il candidato sconfitto alle scorse elezioni, durante il Consiglio Comunale di insediamento, pronunciò belle parole di fattiva e proficua collaborazione con l’Amministrazione eletta. Evidentemente mentiva sapendo di mentire, mostrandosi così agli occhi anche dei meno attenti “recidivo”. Ritengo che il confronto plateale e poco coraggioso effettuato attraverso mezzi di comunicazione dove, chi decide di scrivere, raccontando solo “la sua verità” o quella più conveniente non garantendo, attraverso il contraddittorio, la controparte interessata e messa in discussione, non ha nulla a che vedere con il concetto di politica leale, onesta e concreta. A distanza di pochi mesi dalle elezioni stanno venendo fuori, in maniera incontrovertibile, supportate da atti e documenti amministrativi, le responsabilità (da me sempre denunciate, prima dai banchi del Consiglio Comunale e poi in campagna elettorale) riguardanti la gestione finanziaria del Comune del precedente sindaco e di alcuni suoi stretti collaboratori. L’attuale minoranza, accettando l’appoggio politico e personale dei vertici della passata amministrazione candidandoli e condividendone le scelte, oggi si vuole sottrarre al giudizio critico legittimamente sollevato dai cittadini. Una minoranza che, per dirsi tale, e che, nel gioco delle parti ritiene di fare opposizione, dovrebbe e potrebbe sollevare le medesime questioni anche attraverso un dibattito in seno al consiglio comunale, luogo deputato al confronto diretto. Questa Amministrazione sta lavorando dall’insediamento, per evitare il dissesto finanziario dell’Ente causato da chi, in maniera superficiale, ha gestito un Comune che da sempre e fino ad allora era considerato un esempio positivo in tutta la Regione. Il tempo e i risultati dimostreranno chi ha ragione e chi ha torto. Nel frattempo continuiamo ad operare nell’interesse del paese e dei cittadini».

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«Ecco tutta la verità sul bilancio»

L’ex sindaco D’Andrea: ho lasciato il Comune con i conti a posto

PIZZOLI. Angela D’Andrea, sindaco di Pizzoli dal 2010 al 2015, interviene sul bilancio: «Anche se non sono più il sindaco, dopo gli articoli tra opposizione e maggioranza del comune di Pizzoli, vorrei fare un po’ di chiarezza, nel rispetto dei cittadini. Gli amministratori di oggi sono gli stessi di ieri e continuano a dire falsità. Parlano di confronto oggi, ma nella precedente consigliatura, non solo l’hanno evitato, ma hanno fatto mancare più volte il numero legale in consiglio comunale, creando evidenti problemi all’ente. Vorrei ricordare che gli attuali amministratori il 30/09/2013 e l’8/09/2014, hanno votato contro l’aumento delle tariffe che doveva coprire totalmente i costi dei servizi, come previsto dalla legge, creando un “disequilibrio di bilancio” annunciato già in sede di consiglio (ma non dissesto). Gli stessi, una volta eletti, inevitabilmente hanno dovuto far fronte ai problemi da loro stessi provocati con l’ottuso ostruzionismo. A chiusura del mio mandato, il bilancio consuntivo del 2014 registrava € 102.772,64 di “avanzo di amministrazione” che è certamente un “non-debito”. Inoltre se, come qualcuno dice, «erano ben note le disastrose condizioni dell’ente» come mai la campagna elettorale è stata fortemente basata sull’abbassamento delle tasse? È questa la lealtà verso i cittadini ? Le somme della ricostruzione: durante i 5 anni della mia giunta, anche senza l’efficacia di un piano di ricostruzione approvato, il comune ha speso € 20.223.954,67 per la ricostruzione: cioè il 97,23% delle somme ricevute. Prima di chiudere il mandato ho opportunamente chiesto all’Ufficio Ricostruzione comunale di effettuare un controllo delle somme ottenute e tale controllo è stato fatto in collaborazione con l’Usrc di Fossa. Con lettera datata 28/05/2015 l’ufficio comunale ha dichiarato che su € 997.108,73 ne risultano allineati € 981.769,40 e la rimanenza di € 15.339,33 si sarebbe azzerata con una serie di pratiche in elenco. Ho quindi chiuso il mandato con la consapevolezza che tutto era a posto amministrativamente. Supponendo, come sembra, che per mancato vincolo, € 320.000 sono stati assorbiti dai meccanismi del bilancio negli anni successivi, vorrei far notare che tali somme sono rimaste comunque in bilancio comunale e non si è mai registrato nessun deficit di finanziamento per nessuna pratica, nessun dissesto finanziario o rallentamento dei processi di ricostruzione.Inoltre, le dimissioni (luglio 2012) dell’allora responsabile ed assessore alla ricostruzione, sindaco attuale, sono state la conseguenza dell’ennesimo litigio sull’andamento dell’ufficio stesso. Oggi, a distanza di nove mesi dall’insediamento, la manfrina che è sempre colpa di quelli di prima non regge più. Governa chi vince…lo facessero!».

Perché dobbiamo mettere mano al portafogli

buon annoCare cittadine e cari cittadini di Pizzoli,

riteniamo di dover tener fede alle promesse fatte in campagna elettorale. Vi abbiamo detto più volte che in noi avreste trovato, trasparenza, attenzione alla legalità e voglia di fare… perseguire questi valori ha portato nei mesi scorsi alla scoperta di molte cose spiacevoli. Spiacevoli perché potrebbero avere ripercussioni nella Nostra vita quotidiana.

Riteniamo tuttavia che sia prioritario informarvi e farvi comprendere quale sia la situazione attuale del Comune di Pizzoli dal punto di vista finanziario e perché si sia giunti a questo punto.

A differenza di altri, non ci interessa urlare, non ci interessa scaricare le colpe, né attribuirle. Vogliamo semplicemente attuare il nostro mandato e lavorare per il bene dei cittadini. Ci hanno accostato e additato come la continuazione di qualcosa che non ci è mai appartenuto, lo capirete bene leggendo questa lettera e capirete come Insieme per Pizzoli non ha alcun interesse ad essere fazioso, ad entrare in un conflitto che non gli appartiene.

Nei mesi scorsi siete stati più volte “tirati per la giacchetta” da chi vi ha parlato di problemi nel bilancio, di disavanzo, della necessità di mettere mano al portafogli, della responsabilità sempre appartenente ad “altri”.

Ebbene noi come voi volevamo capire come stessero realmente le cose e perché. Vi presentiamo dunque i risultati delle nostre ricerche e vi invitiamo a porre attenzione al momento in cui sembra che i problemi siano sorti, il 2011, anno in cui le lotte intestine all’amministrazione non avevano ancora interessato il nostro Comune.

A seguito del sisma del 6 aprile 2009, i Comuni del cratere sono stati destinatari di risorse finanziarie finalizzate alle diverse esigenze post-sisma, tra cui il finanziamento per la ricostruzione privata degli edifici danneggiati.

Nel 2011 sono stati trasferiti 790.000,00 euro per la ricostruzione privata. Questi soldi, dunque sarebbero DOVUTI essere utilizzati SOLO ed ESCLUSIVAMENTE per ripristinare le abitazioni danneggiate dal sisma. L’allora responsabile dell’ufficio ricostruzione nonché assessore delegato, (Giovannino Anastasio), che seguiva i procedimenti e la rendicontazione delle spese della ricostruzione, non ha provveduto a impegnare o vincolare le somme ricevute. Tale vincolo non fu posto nemmeno dagli uffici e dal revisore tanto che finirono come un avanzo di amministrazione nel rendiconto di gestione che fu votato da tutti i consiglieri, dal sindaco (Angela D’Andrea), dalla giunta dell’epoca, molti di questi siedono oggi nei banchi di giunta e consiglio.

La conseguenza di aver tolto erroneamente il vincolo ai 790.000 euro è stata quella che tra il 2012 e il 2015 ne sono stati spesi, per l’esercizio delle funzioni amministrative, circa il 60% cioè 480.000 euro.

Abbiamo tentato di capire come fossero stati utilizzati tali fondi, ma possiamo solo dirvi che forse sono stati utilizzati diversamente rispetto alla loro destinazione. Fatto sta che il 31 dicembre 2015, “quatti quatti,” l’attuale giunta delibera un piano di rientro nell’arco di 3 anni.

In che modo?

Con un ulteriore aumento della pressione fiscale che si aggiunge all’ingente aumento già operato in autunno da questa amministrazione? o con il blocco della realizzazione delle opere pubbliche per i prossimi anni?.

In entrambi i casi a pagare saranno i cittadini.

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Cambio di ROTTA

cambio di rottaNon volevamo percorrere e praticare il contrasto politico sterile ma quello costruttivo, che ricerca sempre una mediazione possibile.

Dalla nostra lettera di insediamento
Noi della minoranza avremo come primo obiettivo sempre la crescita del nostro territorio e il benessere di tutti i cittadini e con determinazione ci impegniamo a condividere e collaborare a tutte quelle azioni che perseguono questo intento. Invitiamo quindi la maggioranza a far tesoro del confronto e a considerare la nostra presenza come risorsa. Auspichiamo che possiate vedere questo Consiglio Comunale come uno spazio, per poter dibattere insieme sui temi più importanti e delicati del nostro territorio e non come una struttura di semplice ratifica di decisioni prese in altre sedi.

Avremmo voluto che la maggioranza valutasse con serietà il nostro intento di portare avanti un’azione di minoranza, seria, collaborativa, leale e soprattutto costruttiva almeno su alcune tematiche generali e della convivenza democratica. Ci eravamo illusi di poter essere protagonisti di un nuovo modo di fare politica, un modo che mettesse all’angolo le rivalità per il bene del territorio e dei cittadini, un modo che proponeva una collaborazione critica e non un’ opposizione sterile.
A otto mesi dall’insediamento (un tempo abbastanza lungo) dobbiamo constatare un’ insensibilità a questi temi da parte della maggioranza, ad ogni richiesta di condivisione e collaborazione, abbiamo registrato una palese indifferenza.
Dalla modifica dello Statuto Comunale, alla stesura dei regolamenti, alle politiche di espansione dell’area artigianale, alla stesura del Documento Unico di Programmazione 2016, al bilancio di previsione 2016, al recupero dell’evasione fiscale, alle priorità delle opere pubbliche da realizzare, alle modalità per far fronte al disequilibrio di bilancio, all’aumento e modulazione della pressione fiscale, non siamo mai stati interpellati, mai nessuna commissione o consulta è stata costituita per un qualsiasi tema da affrontare. Abbiamo dovuto subire anche l’indifferenza alla nostra richiesta di avere un luogo fisico all’interno del comune per un giorno la settimana per poter svolgere il nostro mandato elettorale e ricevere i cittadini (la nostra presenza attualmente è relegata lungo i corridoi) malgrado è codificato nel regolamento comunale (Art. 6 2. Ai consiglieri sono assegnati un locale idoneo e la strumentazione necessaria allo svolgimento delle funzioni istituzionali).

L’opposizione prende atto dell’indifferenza della maggioranza a questi temi, che prevedono forse uomini e donne illuminati, aperti e capaci di tracciare nuove strade di fare politica.
Noi di Insieme per Pizzoli comprendendo l’importanza istituzionale della nostra funzione, con una rinnovata forza propulsiva e rinnovatrice, assumeremo una più determinata funzione di controllo attivo e di informazione nei confronti dei cittadini, la nostra presenza oltre ad essere di stimolo acquisirà un ruolo di contrasto ove necessario, per impedire l’adozione di atti contrari al pubblico interesse.
Si tratta quindi di un ruolo diverso da quello che auspicavamo, ma con la stessa verità dobbiamo informarvi, cari cittadini e cittadine, che quella di emarginare la minoranza e non renderla partecipe è una scelta politica lecita di questa maggioranza che considera la nostra presenza non una risorsa ma un peso, scegliendo di non condividere e dibattere su nessun tema importante che incide sulla vita della comunità locale.
Come opposizione, pur rimanendo delusi per questa occasione persa, promettiamo di essere vigili e cercheremo con ogni mezzo di bilanciare lo strapotere della maggioranza che potrebbe degenerare in comportamenti scorretti, autoritari e opportunistici.
I consiglieri di minoranza