Archivio mensile:Marzo 2016

Il diritto di rimanere nella propria terra

bambini

Sosteniamo la campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra

“Chi rischia la pelle su un barcone lo fa perché viene infranto il primo e inalienabile diritto: quello di restare a casa propria. Deve però essere chiaro che mettere chi soffre nelle condizioni di restare nella propria terra vuol dire garantire risorse sufficienti per vivere, lavoro e  pace”.

Di fronte al dramma dei migranti che continuano a perdere la vita lungo le diverse rotte della disperazione, aderiamo alla Campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra” promossa da FOCSIV (federazione di Ong di ispirazione cristiana), Caritas Italiana e Fondazione Missio per promuovere il diritto di ogni persona di vivere nel proprio Paese in modo dignitoso.

Come fare, concretamente, per aderire alla Campagna?

La proposta alle parrocchie, alle Caritas diocesane, ai Centri missionari, ai gruppi, alle associazioni, ai movimenti, ai singoli è di farsi carico di sostenere un microprogetto, perché come diceva Madre Teresa ‘quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia di meno’. I microprogetti sono tante piccole gocce d’amore per dissetare un’umanità che ha bisogno di giustizia.

Non si tratta di carità, ma di giustizia, di garantire diritti che a queste persone vengono negati. Non diamo loro il ‘di più’, ma quello che a loro spetta: la libertà di poter vivere in dignità nella propria terra.

La Campagna nasce su invito della Conferenza episcopale Italiana a seguito degli appelli di Papa Francesco che in particolare ora, in occasione del Giubileo della Misericordia, indica ancora una volta la via dell’accoglienza e della carità concreta.

Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana ha approvato un Vademecum con una serie di indicazioni pratiche per le Diocesi italiane circa l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati in Italia e per la solidarietà con i paesi di provenienza dei migranti.  Al punto 7 del Vademecum la CEI evidenzia che “il doveroso impegno di  accoglienza non deve farci dimenticare le cause del cammino e della fuga dei migranti che arrivano nelle nostre comunità: guerre, fame, disastri ambientali, persecuzioni politiche e religiose”.

Questo ha sollecitato i promotori ad un lavoro unitario sia a livello nazionale sia a livello diocesano. I tre Organismi hanno costituito un tavolo di lavoro comune e hanno lanciato la campagna congiunta “Il diritto di rimanere nella propria terra”. Attraverso le proprie realtà diocesane essi propongono alle Chiese che sono Italia di sostenere, nel corso del Giubileo della Misericordia, una o più “Microrealizzazioni Giubilari”, proprio con l’intento di tutelare il diritto fondamentale di ciascuno a vivere nella propria terra.

La campagna sarà attiva per l’intero anno giubilare mettendo a disposizione strumenti utili alla riflessione, all’azione pastorale e all’attività concreta attraverso una newsletter e sezioni dedicate sui siti e sulle riviste dei tre Organismi.

Le proposte della Campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra” riguardano:·sostegno a 1.000 Microrealizzazioni,  proposte periodicamente a gruppi, prioritariamente localizzate nei Paesi di origine dei migranti e finalizzate a rafforzare e rilanciare il lavoro di promozione umana delle Chiese, delle ONG e dei missionari presenti sul posto;·sostegno a micro “modulari” che sono di fatto un progetto più ampio, finalizzato a garantire non soltanto il diritto a rimanere nella propria terra, ma anche quello a una migrazione sicura;avvio e rilancio di gemellaggi, rapporti solidali, accoglienza, volontariato, ecc. per rafforzare legami, scambi di esperienze pastorali, relazioni che arricchiscano reciprocamente le Chiese coinvolte.

 

Si chiedono ancora sacrifici per il 2016

EQUILIBRIO BILANCIO

Riteniamo necessario informarvi e farvi comprendere quale sia la situazione finanziaria attuale del Comune di Pizzoli, illustrandovi il bilancio di previsione 2016.

Come qualcuno ci ha ricordato, il limite invalicabile per l’informazione è “l’attendibilità e fondatezza delle notizie divulgate” per mantener fede a ciò parleremo essenzialmente di fatti e riconfermeremo le cifre di cui vi abbiamo già parlato.

Prendiamo atto che nel bilancio di previsione 2016 si è raggiunto un equilibrio di bilancio che trova fondamento essenzialmente su maggiori entrate derivanti dall’aumento di (IMU,TASI,TARI,TOSAP) oltre all’introduzione per la prima volta nel nostro Comune,  dell’addizionale comunale IRPEF avente un gettito di 220.000 euro annui. (imposte e tasse introdotte già a partire dal 2015).

In aggiunta nel 2016 avremo un ulteriore aumento delle aliquote TARI (Tassa sui Rifiuti) dell’8,5%. A questa pressione fiscale, si aggiungerà un piano triennale di rientro per 160.000 euro annui, per reintegrare i fondi della ricostruzione privata impropriamente utilizzati per un ammontare di 480.000 euro. Questi fondi destinati alla ricostruzione privata non furono vincolati nel bilancio del 2011 e furono impropriamente spesi tra il 2012 e il 2015.

Ad aggravare la situazione debitoria, accertiamo un’ uscita di 70.000 euro per transazioni e spese legali accumulatasi negli anni e 75.600 euro per eventuali transazioni future. Il programma triennale delle opere pubbliche inserito nel bilancio, non prevede nessuna opera da realizzare per i prossimi tre anni. Nel documento unico di programmazione (DUP), analizzando la parte operativa, possiamo dirvi che sono confluiti più fondi per le attività culturali, per l’Agenda digitale locale, per l’arredo urbano e verde pubblico, ma non conosciamo ne i progetti, ne gli obiettivi, ne i tempi che l’amministrazione per queste missioni vuole raggiungere in quanto il DUP è carente di progettualità. In un momento di grande difficoltà economica per le famiglie e le imprese ci spiace constatare che ancora una volta siamo chiamati a fare sacrifici.

BILANCIO  DI  PREVISIONE  2016 ALCUNI DATI

UN CAPITOLO DI SPESA CHE IN TRE ANNI DOVRA’ RECUPERARE 480.000,00 euro.

intervento Entrate TRIBUTARIE MAGGIORI-1

Entrate TRIBUTARIE MAGGIORI-2

Entrate TRIBUTARIE MAGGIORI-2

MIGRANTI E RICHIEDENTI ASILO. PROBLEMATICHE RELATIVE ALLA LORO ACCOGLIENZA

Pizzoli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE CON LA DELIBERAN.4 DEL 23.2.2016.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI PIZZOLI (AQ)
Premesso che il comune di Pizzoli è un comune accogliente nei confronti dei migranti e dei richiedenti asilo. Infatti il comune ha già in atto un progetto di prima accoglienza gestito dall’ARCI di L’Aquila, rivolto a sedici migranti, con cui il comune collabora mediante apposita convenzione che prevede il coinvolgimento dei migranti nell’attività lavorativa di competenza comunale. Inoltre, è già attivo un canale di accoglienza di tipo privato che vede sul territorio la presenza di circa una ventina di altri migranti presso una struttura alberghiera locale; tra di questi vi è un minore e pertanto è stato nominato tutore il sindaco. Per di più, il comune si è fatto promotore e parte attiva dell’accoglienza in favore dei migranti e con delibera di Giunta Comunale n.22 del 11.2.2016 ha approvato un progetto SPRAR ed ha presentato il predetto al Ministero dell’Interno in data 13.2.2016, quale istanza di partecipazione ad apposito bando pubblico rivolto ai comuni; il predetto progetto, da gestirsi direttamente dal comune in collaborazione con l’ARCI di L’Aquila, prevede di istituire per le annualità 2016-2017 quindici posti di accoglienza stabile per gli immigrati
Considerato che nella riunione tenutasi in Prefettura in data 19.2.2016, in materia di migranti ed ordine pubblico nei comuni della provincia dell’Aquila, è stato evidenziato ai sindaci presenti un programma di riparto di migranti, deciso unilateralmente della Prefettura e senza concertazione alcuna con i sindaci dei comuni interessati, che prevede per il comune di Pizzoli un massimo di ingresso di 106 unità di migranti, tenendo conto di quelli attualmente già in loco: dal canale privato degli affittacamere è prevista un’accoglienza massima di quaranta migranti, dal canale privato dell’ARCI un’accoglienza massima di sedici migranti, che poi diventerà progetto SPRAR, e dal canale privato di un’altra associazione denominata ETA BETA, collegata ad un proprietario di case di Pizzoli, è prevista un’accoglienza massima di cinquanta migranti, per un totale quindi di centosei. A ciò si aggiunge il migrante minore in carica. Tale numero rapportato alla popolazione del comune di Pizzoli è esorbitante non di per sé, ma confrontato sia al dato insignificante degli altri comuni assegnatari, tra cui anche comuni come Avezzano, Sulmona, L’Aquila – i quali sono destinatari, in proporzione, di un numero molto più basso di migranti- e sia al fatto che non tutti i comuni della provincia dell’Aquila sono destinatari di tale assegnazione
Precisato che da tale riunione è emerso che i migranti sono e saranno assegnati e gestiti direttamente dalla Prefettura mediante bandi rivolti ad associazioni private e senza coinvolgimento alcuno delle autorità locali di pubblica sicurezza e dei titolari della gestione dei territori comunali, i sindaci appunto: infatti, tale canale di flusso dei migranti e di contestuale finanziamento è esclusivamente
rivolto alle associazioni e non prevede l’interessamento dei comuni sede del territorio di assegnazione. Tale modo di procedere alle assegnazioni da parte della Prefettura, casuale ed occasionato esclusivamente dalla richiesta di privati- associazioni e che non tiene in debito conto gli equilibri del contesto sociale di assegnazione, realizza un effetto numerico al limite della compatibilità con le esigenze di ordine pubblico ed un inspiegabile squilibrio tra gli interessi degli abitanti del paese e quello delle persone migranti assegnate, snaturando totalmente l’obiettivo di fondo dell’accoglienza e dell’inserimento nel contesto sociale della comunità di assegnazione. Procedendo in tal senso, anche il progetto SPRAR presentato dal comune di Pizzolie che presuppone un contesto sociale con una presenza di migranti di molto inferiore a quella programmata dalla Prefettura, potrebbe essere stravolto da tale programmazione, in quanto per la buona riuscita presuppone un certo equilibrio tra popolazione e migranti.
Ritenuto di dover esprimere un dissenso totale in relazione alla completa assenza di coinvolgimento dei comuni e dei sindaci che caratterizza l’attuale procedimento di assegnazione dei migranti sui territori comunali.
Ritenuto di dover proporre al Ministero dell’Interno ed alla Prefettura di L’Aquila di coinvolgere formalmente i comuni nei processi di assegnazione e di riparto dei migranti anche quando questi passino al di fuori delle procedure SPRAR; ciò in quanto il comune, in base all’attuale assetto costituzionale di cui agli artt.5 e 114, non può semplicemente subire tale unilaterale decisione ed il sindaco è autorità locale e di pubblica sicurezza ai sensi degli artt.50 e 54 del D.Lgs 267/2000.
Vista la circolare del Ministero Interno n.1254 del 27.1.2016, rivolta ai Prefetti, con la quale veniva segnalato alle prefetture di esortare i sindaci alla presentazione dei predetti progetti SPRAR, con la promessa, non certo garanzia, di impartire “ai tavoli regionali specifiche istruzioni perché si eviti di prevedere l’accoglienza nei territori in cui siano già presenti centri SPRAR e si concentri l’eventuale attività contrattuale prevalentemente sui territori ove non insistono tali tipologie di progetti.”
Premesso tutto quanto sopra riportato, assume la seguente posizione al riguardo:
1. Riferisce al Prefetto di L’Aquila ed al Ministero degli Interni sulla situazione del comune di Pizzoli come relazionata nella premessa del presente documento e nella delibera di Consiglio Comunale n.4 del 23.2.2016, generata dall’assegnazione di 106 migranti e rifugiati politici programmata dalla Prefettura per il 2016.

2. Esprime un dissenso totale in relazione alla completa assenza di coinvolgimento dei comuni e dei sindaci che caratterizza l’attuale procedimento di assegnazione dei migranti sui territori comunali, in ultimo quello comunicato ai sindaci nella riunione del 19 febbraio scorso.

3. Propone al Ministero dell’Interno ed alla Prefettura di L’Aquila di coinvolgere formalmente i comuni nei processi di assegnazione e di riparto dei migranti anche quando questi avvengano al di fuori delle procedure SPRAR; ciò in quanto il comune, in base all’attuale assetto costituzionale di cui agli artt.5 e 114 della Costituzione, non può semplicemente subire tale unilaterale decisione ed il sindaco è autorità locale e di pubblica sicurezza ai sensi degli artt.50 e 54 del D.Lgs 267/2000.

4. Richiede di dare immediata attuazione alla circolare del Ministero Interno n.1254 del 27.1.2016 e quindi di evitare di prevedere l’accoglienza dei migranti nei territori in cui siano già presenti centri SPRAR e di concentrare le assegnazioni prevalentemente sui territori ove non insistono tali tipologie di progetti.

5. Di inoltrare il presente documento alla Prefettura ed al Ministero Interno per il tramite della stessa.