Archivio mensile:Agosto 2017

Reddito di inclusione per 660mila famiglie: ecco cos’è e come funziona.

29 agosto 2017 SKY TG24 economia

Il consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che introduce, dal 1 gennaio 2018, la misura di contrasto alla povertà. Beneficio andrà da 190 a 485 euro. Dal 1 dicembre si possono presentare le domande. Ecco cosa prevede il provvedimento

Il consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che introduce, dal 1 gennaio 2018, il reddito di inclusione (Rei). Il beneficio sarà destinato nella prima fase a 660mila famiglie, di cui 580mila con figli minori, e andrà da un minimo di 190 euro a un massimo di 485 euro. Dal primo dicembre si potranno presentare le domande per l’accesso al Rei. Il reddito di inclusione, che in fase di prima attuazione potrà contare su circa 2 miliardi di euro comprensivi dei fondi per l’inclusione sociale, sarà rivolto ai nuclei familiari con figli minori o disabili, donne in stato di gravidanza o persone ultra cinquantacinquenni in condizione di disoccupazione. Poi verrà progressivamente allargato, grazie a un incremento delle risorse, fino a comprendere tutta la platea delle persone in condizione di povertà assoluta. Ecco, in sintesi, cosa prevede il provvedimento.

Che cos’è

Il reddito di inclusione (Rei) è la prima misura unica nazionale di contrasto alla povertà a vocazione universale. Prevede sia un beneficio economico, cui sarà possibile accedere da gennaio 2018, erogato attraverso una Carta di pagamento elettronica (Carta Rei), sia un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà.

A chi si rivolge

Nella prima fase, il Rei è destinato a 660mila famiglie, di cui 580mila con figli minori. Si tratta delle fasce di popolazione individuate tra le più bisognose, in continuità con il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) e l’Asdi (Assegno di disoccupazione), che il Rei andrà a sostituire in via espansiva. I beneficiari sono inizialmente individuati tra i nuclei familiari con: figli minorenni, figli con disabilità (anche maggiorenni), donna in stato di gravidanza, disoccupati che abbiano compiuto 55 anni.

I benefici economici

Il beneficio economico va da un minimo di 187,5 euro a un massimo di 485,4 euro al mese. È concesso per un periodo massimo di 18 mesi e non potrà essere rinnovato prima di 6 mesi. In caso di rinnovo, la durata è fissata in 12 mesi. In ogni caso, il beneficio per ogni nucleo familiare non potrà essere superiore all’assegno sociale (valore annuo 5.824 euro, ovvero circa 485 euro al mese). Se i componenti del nucleo familiare ricevono già altri trattamenti assistenziali, il valore mensile del Rei è ridotto del valore mensile degli stessi trattamenti.

I requisiti d’accesso

Potranno accedere al beneficio i cittadini italiani, i cittadini comunitari, i familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro, titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo, i titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria), che siano residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

La doppia soglia d’accesso

Per accedere al Rei il nucleo familiare deve avere un valore Isee non superiore a 6mila euro e un reddito equivalente non superiore a 3mila euro. Inoltre il valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non deve superare i 20mila euro e il patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non deve essere superiore a 10mila euro (ridotto a 8mila euro per la coppia e a 6mila euro per la persona sola).

Le domande

Le domande potranno essere presentate da dicembre. Il Comune raccoglierà la richiesta, verificherà i requisiti di cittadinanza e residenza e la invierà all’Inps entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione. L’istituto, entro 5 giorni, verificherà il possesso dei requisiti e, in caso di esito positivo, riconoscerà il beneficio.

 

Agevolazioni per le imprese del Centro Italia colpite dal sisma: è stata pubblicata il 4 agosto 2017 la circolare MISE con le regole per presentare domanda, requisiti e istruzioni sugli sgravi fiscali.

(Fonte ministero dello sviluppo economico)

Possono accedere alle agevolazioni fiscali non soltanto le imprese già costituite prima del terremoto ma anche coloro che avvieranno un’attività, anche di lavoro autonomo, entro il 31 dicembre 2017.

Si tratta delle agevolazioni fiscali post-sisma istituite dal DL 50/2017, con il quale è stato definito il perimetro della zona franca urbana dei territori colpiti dal terremoto nelle regioni di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo (compresi i comuni di PIZZOLI, BARETE E CAGNANO AMITERNO colpiti dal sisma del 18 gennaio 2017).

La circolare del MISE pubblicata il 4 agosto 2017 definisce requisiti e modalità di presentazione delle domande, oltre a stabilire quali sono sgravi fiscali e agevolazioni a cui avranno accesso imprese e lavoratori autonomi residenti in uno dei comuni del Centro Italia danneggiati dagli eventi sismici e dal terremoto 2017.

Domande dal 23 ottobre 2017. Ecco la circolare MISE

I titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che svolgono la propria attività o che l’avviano entro il 31 dicembre 2017 possono presentare domanda di accesso alle agevolazioni MISE rivolte alla zona franca urbana del Centro Italia colpita dal terremoto.

Le agevolazioni per le imprese situate nei comuni colpiti dal sisma, individuati dall’art. 49 del DL 50/2017, consentono di beneficiare di importanti sgravi fiscali e contributivi che, così come elencati nella circolare MISE del 4 agosto 2017, riguardano:

  • esenzione dalle imposte sui redditi;
  • esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive;
  • esenzione dall’imposta municipale propria;
  • esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Le agevolazioni fiscali verranno riconosciute alle imprese relativamente ai periodi d’imposta 2017 e 2018 entro i limiti di 200.000 euro, previa presentazione della domanda a partire dal 23 ottobre e fino al 6 novembre 2017, ovvero di 100.000 euro per le imprese attive nel settore del trasporto merci su strada per conto terzi e di 15.000 euro per i soggetti attivi nel settore agricolo.

Di seguito si allega la circolare MISE n. 99473 del 4 agosto 2017 contenete istruzioni, modello di domanda e comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo rientranti nella zona franca urbana istituita dall’art. 49 del DL 50/2017.

MISE – Circolare 4 agosto 2017, n. 99473

Ecco un riepilogo di limiti e importo delle agevolazioni per le imprese dei comuni colpiti dal terremoto, in riferimento ai periodi d’imposta 2017-2018:

  • Esenzione dalle imposte sui redditi: è esente dalle imposte sui redditi il solo reddito derivante dall’attività svolta dall’impresa all’interno del territorio della zona franca urbana, fino a concorrenza dell’importo di euro 100.000,00 per ciascuno dei due periodi di imposta ammessi (2017 e 2018), fatto salvo quanto di seguito previsto in termini di maggiorazioni. L’esenzione in argomento non può essere utilizzata dalle imprese beneficiare per il pagamento di imposte su redditi riferiti a periodi di imposta diversi da quelli sopra richiamati. Il limite di euro 100.000,00 è maggiorato, per ciascun periodo di imposta, di un importo pari a euro 5.000,00, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo dipendente, residente nel territorio della zona franca urbana e che nello stesso territorio svolga l’attività di lavoro dipendente, assunto a tempo indeterminato dall’impresa beneficiaria.
  • Esenzione Irap: per ciascuno dei due periodi di imposta ammessi (2017 e 2018), dall’imposta regionale sulle attività produttive è esentato il valore della produzione netta nel limite di euro 300.000,00 per la determinazione della quale non rilevano le plusvalenze e le minusvalenze realizzate.
  • Esenzione dall’IMU: per i soli immobili situati nel territorio della zona franca urbana, posseduti e utilizzati dall’impresa per l’esercizio dell’attività d’impresa, è riconosciuta l’esenzione dall’imposta municipale propria per ciascuno dei due periodi d’imposta ammessi (2017 e 2018).
  • Esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali: alle imprese è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente. L’esonero è previsto in relazione ai dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ovvero a tempo determinato di durata non inferiore a 12 mesi, impiegati nella sede – ovvero, nelle sedi, in caso di soggetti “plurisede” – ove è svolta l’attività all’interno della zona franca urbana.

Requisiti

La circolare MISE chiarisce quali sono i requisiti richiesti ai seguenti soggetti con sede nella zona franca urbana del Centro Italia:

  • imprese, di qualsiasi dimensione, con riferimento a tutte le tipologie di esenzioni fiscali e contributive;
  • titolari di reddito di lavoro autonomo, con esclusivo riferimento all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Per poter accedere alle agevolazioni fiscali, imprese e lavoratori autonomi devono rispettare i seguenti requisiti:

  • Costituzione: le imprese devono essere costituite e regolarmente iscritte nel Registro delle imprese alla data di presentazione della domanda. I titolari di reddito di lavoro autonomo, ai fini dell’accesso all’esonero contributivo devono aver presentato, alla data di presentazione dell’istanza, la dichiarazione di inizio attività;
  • Attività svolta all’interno della zona franca urbana: i soggetti istanti devono aver già avviato l’attività nella sede o nell’unità locale ubicata all’interno della zona franca urbana. Per le imprese, la sede principale o l’unità locale dove è svolta l’attività all’interno della zona franca urbana, così come l’avvenuto avvio dell’attività nella predetta sede o unità locale, devono risultare dal certificato camerale. Per i titolari di reddito di lavoro autonomo, la sede principale o l’unità locale dove è svolta l’attività all’interno della zona franca urbana, così come la data di avvio dell’attività, devono essere state comunicate all’Agenzia delle Entrate. Possono altresì accedere alle agevolazioni fiscali e contributive i soggetti che, essendo già costituiti, alla data di presentazione dell’istanza non abbiano ancora avviato l’attività all’interno della sede principale o dell’unità locale all’interno della zona franca urbana. In tali casi i soggetti beneficiari devono avviare, a pena di decadenza dalle agevolazioni, l’attività nella sede o nell’unità locale ubicata all’interno della zona franca urbana entro e non oltre il 31 dicembre 2017;
  • Assenza di procedure concorsuali: i soggetti istanti devono trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali;
  • Riduzione del fatturato: le imprese e i titolari di reddito da lavoro autonomo, ai fini dell’accesso alle agevolazioni fiscali e contributive, devono dimostrare di aver subito, a causa degli eventi sismici, una riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento.

Domanda di accesso alle agevolazioni MISE per le imprese colpite dal sisma

Per beneficiare delle agevolazioni previste, imprese e titolari di reddito da lavoro autonomo che svolgono attività all’interno della zona franca urbana dovranno presentare domanda a partire dalle ore 12:00 del 23 ottobre 2017 e sino alle ore 12:00 del 6 novembre 2017.

La domanda dovrà essere trasmessa esclusivamente in modalità telematica, utilizzando il facsimile del modello allegato alla circolare MISE, accedendo al sito www.mise.gov.it e alla sezione “ZFU sisma Centro Italia”.

Le agevolazioni saranno concesse mediante riduzione dei versamenti da effettuare con modello F24 presentato in modalità telematica all’Agenzia delle Entrate, la quale dovrà stabilire codice tributo e modalità di versamento.

Per maggiori dettagli si consiglia di consultare la circolare MISE del 4 agosto 2017.

Circolare_ZFU_sisma_Centro_Italia

Art_46-decreto-legge-n-50-2017