Archivio mensile:Novembre 2017

(28/11/2017) Reddito di Inclusione: disciplina e modalità di accesso al beneficio

Circolare 22 novembre 2017 n. 172, Inps

Il Reddito di Inclusione (REI) è una misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale introdotta dal Decreto legislativo 15 settembre 2017 n. 147, emanato in attuazione della Legge-delega 15 marzo 2017, con decorrenza dal 1° gennaio 2018.

Il ReI deve essere richiesto presso specifici punti per l’accesso identificati dai Comuni che si coordinano a livello di ambito territoriale, ed è riconosciuto dall’INPS previa verifica del possesso dei requisiti.

Tale misura prevede un beneficio economico erogato attraverso l’attribuzione di una carta prepagata (Carta acquisti, ridenominata “Carta ReI”) emessa da Poste Italiane SpA ed è subordinata alla valutazione della situazione economica e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.

Il beneficio economico sarà erogato per un massimo di 18 mesi, dai quali saranno sottratte le eventuali mensilità di Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) percepite.

Il nucleo richiedente dovrà soddisfare specifici requisiti di residenza e anagrafici, economici, di composizione del nucleo familiare e di compatibilità.

L’ammontare dell’importo è correlato al numero dei componenti del nucleo familiare e tiene conto di eventuali trattamenti assistenziali e redditi in capo al nucleo stesso. In ogni caso, l’importo complessivo annuo non può superare quello dell’assegno sociale.

Coloro che, alla data del 1° dicembre 2017, stanno ancora percependo il SIA, potranno presentare immediatamente domanda di REI o decidere di presentarla al termine della percezione del SIA, senza che dalla scelta derivi alcun pregiudizio di carattere economico.

La Circolare INPS 22 novembre 2017 n. 172 fornisce le prime istruzioni amministrative, illustra il riordino delle prestazioni assistenziali finalizzate al contrasto alla povertà, in particolare del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) e dell’ASDI (Assegno Sociale di Disoccupazione) e la conseguente rideterminazione del fondo povertà a decorrere dal 2018.

La domanda di accesso alla prestazione potrà essere presentata dal 1° dicembre 2017, presso i Comuni o altri punti di accesso identificati dagli stessi, utilizzando il modello allegato alla circolare.

Al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedente deve essere in possesso di un’attestazione ISEE in corso di validità.

Ecco nel dettaglio tutti i punti illustrati dalla Circolare 172/2017 dell’Inps sul ReI:
– Destinatari e requisiti
– Requisiti di residenza e di soggiorno, familiari, ed economici
– Decorrenza e durata
– Misura
– Modalità di presentazione della domanda, Punti per l’accesso
– Riconoscimento del ReI.
– Erogazione del ReI; Assegni per nuclei familiari con tre o più figli di età inferiore ai 18 anni; Agevolazioni alle famiglie economicamente svantaggiate.
– Valutazione multidimensionale del bisogno
– Progetto personalizzato
– Compatibilità con lo svolgimento di attività lavorativa
– Sanzioni: decurtazioni, sospensioni e decadenza; Sanzioni per mancata presentazione alle convocazioni o agli appuntamenti previsti dal progetto personalizzato; Sanzioni per violazioni del patto di servizio personalizzato sottoscritto presso il centro per l’impiego; Sospensione per mancato rispetto del progetto personalizzato; Sanzioni a seguito di dichiarazioni mendaci in sede di DSU; Irrogazione delle sanzioni e recupero dell’indebito.
– Regime fiscale
– Disposizioni finanziarie e monitoraggio della spesa
– Regime transitorio
– Riordino delle prestazioni assistenziali finalizzate al contrasto alla
povertà: SIA, ASDI, Carta acquisti.

https://www.inps.it

Per maggiori informazioni, potete leggere la Circolare Inps 22 novembre 2017 n. 172 e il Decreto legislativo 15 settembre 2017 n. 147, nelle sezioni Prassi e Normativa nazionale di Nonprofitonline.

CSS – COSA STA SUCCEDENDO?

(Consigliere Gianluca Sette)

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di essere invitato ad una riunione del costituente “comitato Aternoaria”. Esso si propone l’ambizioso obiettivo di trattare la spinosa questione della combustione dei rifiuti nel cementificio di Cagnano Amiterno.  Come molti di voi sapranno, da circa un mese a questa parte, il cementificio in questione ha modificato il modus di alimentazione del proprio forno, passando dal classico carbone al più moderno e articolato CSS. L’acronimo “CSS” sta per combustibile solido secondario ma noi possiamo chiamarlo più semplicemente “plastica”. Ora, mi piacerebbe e sarebbe mio dovere disquisire apertamente delle questioni prettamente tecniche riguardanti questo metodo di alimentazione ma, ahimè, il mio ruolo non è quello di esperto del settore e quindi mi limiterò a presentare la mia posizione in merito all’argomento. Anzitutto vorrei esporla come cittadino di questo meraviglioso territorio e in secondo luogo in veste di consigliere comunale di Pizzoli.

Per essere ben ferrato sull’argomento mi sono fatto inviare tempo fa un plico di documenti che tratta l’argomento CSS. Dopo aver spulciato le carte ed essermi informato, leggendo un sacco di numeri, formule e pareri di esperti, sono riuscito a farmi un mezzo quadro di quella che è la situazione in oggetto. L’altra mezza metà del quadro l’hanno completata i ragazzi del comitato, i quali mi hanno reso partecipe delle loro emozioni, delle loro paure, ed hanno condiviso con me la frustrazione di un totale disinteresse delle istituzioni locali. Ad ogni modo, i nodi della questione che ho potuto identificare sono principalmente quattro:

1- Ci sono gli abitanti di tutta l’alta valle dell’Aterno, i quali vogliono che il cementificio utilizzi per l’alto forno una forma di combustione differente e meno inquinante. Soluzione questa possibile ma inspiegabilmente nemmeno presa in considerazione dalla fabbrica. I cittadini ovviamente sono angosciati per la loro salute e per quella dei loro cari, ma anche per quella della terra che ha dato loro i natali e donato gli anni migliori. D’altronde, come possiamo biasimarli?

2- Ci sono le amministrazioni comunali del territorio in questione:

in primis quella di Cagnano Amiterno che, non curante dei dubbi, delle proposte o preoccupazioni dei propri cittadini, procede a spada tratta sull’inspiegabile linea adottata fino a adesso: essa si adopera solo e soltanto per gli interessi della proprietà del cementificio senza spendere mai una sola lancia a favore dei propri abitanti, nonostante le varie riunioni e assemblee municipali;

in secundis le amministrazioni comunali dell’aquilano in generale, le quali pare che facciano orecchie da mercante di fronte al problema. Infatti, da diversi mesi a questa parte, esse ignorano totalmente le numerose sollecitudini di un consiglio straordinario che il comitato ha espressamente chiesto di fare, attraverso l’invio di svariate lettere aperte, a maggioranze e opposizioni. Da che parte sono i nostri rappresentanti?

3- C’è il cementificio poi, ma di lui non voglio parlare perché i bulli vanno trattati con indifferenza!

4- Infine ci sono i lavoratori dello stabilimento. È qui che la questione si fa di assai difficile trattazione. Essi si trovano tra l’incudine e il martello: devono scegliere se schierarsi dalla parte del martello, cioè da quella del cementificio che brucia immondizia ma che comunque li ricatta con uno stipendio a fine mese, o dalla parte dell’incudine e cioè dalla parte del proprio paese che vive l’angoscia dell’inquinamento e il timore per la salute dei propri cittadini. D’acchito sembrerebbe lo scontro tra Davide e Golia: il piccolo operaio contro il ricco e potente proprietario capitalista. Sembra quasi una storia d’altri tempi. Sembra quasi una storia narrata da Karl Marx. Fatto sta che tutti noi ricordiamo bene come andò a finire tra il piccoletto e il gigante ed io sono sicuro che l’epilogo di questa storia non si discosti molto da ciò che è riportato nella Bibbia!

Questi quattro sottoinsiemi di un insieme più grande rappresentano sinteticamente il grave problema che sta colpendo il nostro territorio da qualche tempo a questa parte. È nostro dovere, adesso, informarci e farci un’idea sull’argomento. È nostro diritto non essere ingannati e ricattati. È nostro diritto e dovere, se necessario, protestare con tutta la nostra forza intellettuale e d’animo contro chi, solo per mero profitto, decide deliberatamente di distruggere tutto ciò che amiamo.  Sono fermamente convinto che con il tempo, la perseveranza e il duro lavoro, molte moltissime persone sposeranno questa causa e che in un breve periodo di tempo tutta la maleodorante questione CSS si risolverà per il meglio. Ecco cosa sta succedendo!

Consigliere Gianluca Sette.