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Si chiedono ancora sacrifici per il 2016

EQUILIBRIO BILANCIO

Riteniamo necessario informarvi e farvi comprendere quale sia la situazione finanziaria attuale del Comune di Pizzoli, illustrandovi il bilancio di previsione 2016.

Come qualcuno ci ha ricordato, il limite invalicabile per l’informazione è “l’attendibilità e fondatezza delle notizie divulgate” per mantener fede a ciò parleremo essenzialmente di fatti e riconfermeremo le cifre di cui vi abbiamo già parlato.

Prendiamo atto che nel bilancio di previsione 2016 si è raggiunto un equilibrio di bilancio che trova fondamento essenzialmente su maggiori entrate derivanti dall’aumento di (IMU,TASI,TARI,TOSAP) oltre all’introduzione per la prima volta nel nostro Comune,  dell’addizionale comunale IRPEF avente un gettito di 220.000 euro annui. (imposte e tasse introdotte già a partire dal 2015).

In aggiunta nel 2016 avremo un ulteriore aumento delle aliquote TARI (Tassa sui Rifiuti) dell’8,5%. A questa pressione fiscale, si aggiungerà un piano triennale di rientro per 160.000 euro annui, per reintegrare i fondi della ricostruzione privata impropriamente utilizzati per un ammontare di 480.000 euro. Questi fondi destinati alla ricostruzione privata non furono vincolati nel bilancio del 2011 e furono impropriamente spesi tra il 2012 e il 2015.

Ad aggravare la situazione debitoria, accertiamo un’ uscita di 70.000 euro per transazioni e spese legali accumulatasi negli anni e 75.600 euro per eventuali transazioni future. Il programma triennale delle opere pubbliche inserito nel bilancio, non prevede nessuna opera da realizzare per i prossimi tre anni. Nel documento unico di programmazione (DUP), analizzando la parte operativa, possiamo dirvi che sono confluiti più fondi per le attività culturali, per l’Agenda digitale locale, per l’arredo urbano e verde pubblico, ma non conosciamo ne i progetti, ne gli obiettivi, ne i tempi che l’amministrazione per queste missioni vuole raggiungere in quanto il DUP è carente di progettualità. In un momento di grande difficoltà economica per le famiglie e le imprese ci spiace constatare che ancora una volta siamo chiamati a fare sacrifici.

BILANCIO  DI  PREVISIONE  2016 ALCUNI DATI

UN CAPITOLO DI SPESA CHE IN TRE ANNI DOVRA’ RECUPERARE 480.000,00 euro.

intervento Entrate TRIBUTARIE MAGGIORI-1

Entrate TRIBUTARIE MAGGIORI-2

Entrate TRIBUTARIE MAGGIORI-2

MIGRANTI E RICHIEDENTI ASILO. PROBLEMATICHE RELATIVE ALLA LORO ACCOGLIENZA

Pizzoli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE CON LA DELIBERAN.4 DEL 23.2.2016.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI PIZZOLI (AQ)
Premesso che il comune di Pizzoli è un comune accogliente nei confronti dei migranti e dei richiedenti asilo. Infatti il comune ha già in atto un progetto di prima accoglienza gestito dall’ARCI di L’Aquila, rivolto a sedici migranti, con cui il comune collabora mediante apposita convenzione che prevede il coinvolgimento dei migranti nell’attività lavorativa di competenza comunale. Inoltre, è già attivo un canale di accoglienza di tipo privato che vede sul territorio la presenza di circa una ventina di altri migranti presso una struttura alberghiera locale; tra di questi vi è un minore e pertanto è stato nominato tutore il sindaco. Per di più, il comune si è fatto promotore e parte attiva dell’accoglienza in favore dei migranti e con delibera di Giunta Comunale n.22 del 11.2.2016 ha approvato un progetto SPRAR ed ha presentato il predetto al Ministero dell’Interno in data 13.2.2016, quale istanza di partecipazione ad apposito bando pubblico rivolto ai comuni; il predetto progetto, da gestirsi direttamente dal comune in collaborazione con l’ARCI di L’Aquila, prevede di istituire per le annualità 2016-2017 quindici posti di accoglienza stabile per gli immigrati
Considerato che nella riunione tenutasi in Prefettura in data 19.2.2016, in materia di migranti ed ordine pubblico nei comuni della provincia dell’Aquila, è stato evidenziato ai sindaci presenti un programma di riparto di migranti, deciso unilateralmente della Prefettura e senza concertazione alcuna con i sindaci dei comuni interessati, che prevede per il comune di Pizzoli un massimo di ingresso di 106 unità di migranti, tenendo conto di quelli attualmente già in loco: dal canale privato degli affittacamere è prevista un’accoglienza massima di quaranta migranti, dal canale privato dell’ARCI un’accoglienza massima di sedici migranti, che poi diventerà progetto SPRAR, e dal canale privato di un’altra associazione denominata ETA BETA, collegata ad un proprietario di case di Pizzoli, è prevista un’accoglienza massima di cinquanta migranti, per un totale quindi di centosei. A ciò si aggiunge il migrante minore in carica. Tale numero rapportato alla popolazione del comune di Pizzoli è esorbitante non di per sé, ma confrontato sia al dato insignificante degli altri comuni assegnatari, tra cui anche comuni come Avezzano, Sulmona, L’Aquila – i quali sono destinatari, in proporzione, di un numero molto più basso di migranti- e sia al fatto che non tutti i comuni della provincia dell’Aquila sono destinatari di tale assegnazione
Precisato che da tale riunione è emerso che i migranti sono e saranno assegnati e gestiti direttamente dalla Prefettura mediante bandi rivolti ad associazioni private e senza coinvolgimento alcuno delle autorità locali di pubblica sicurezza e dei titolari della gestione dei territori comunali, i sindaci appunto: infatti, tale canale di flusso dei migranti e di contestuale finanziamento è esclusivamente
rivolto alle associazioni e non prevede l’interessamento dei comuni sede del territorio di assegnazione. Tale modo di procedere alle assegnazioni da parte della Prefettura, casuale ed occasionato esclusivamente dalla richiesta di privati- associazioni e che non tiene in debito conto gli equilibri del contesto sociale di assegnazione, realizza un effetto numerico al limite della compatibilità con le esigenze di ordine pubblico ed un inspiegabile squilibrio tra gli interessi degli abitanti del paese e quello delle persone migranti assegnate, snaturando totalmente l’obiettivo di fondo dell’accoglienza e dell’inserimento nel contesto sociale della comunità di assegnazione. Procedendo in tal senso, anche il progetto SPRAR presentato dal comune di Pizzolie che presuppone un contesto sociale con una presenza di migranti di molto inferiore a quella programmata dalla Prefettura, potrebbe essere stravolto da tale programmazione, in quanto per la buona riuscita presuppone un certo equilibrio tra popolazione e migranti.
Ritenuto di dover esprimere un dissenso totale in relazione alla completa assenza di coinvolgimento dei comuni e dei sindaci che caratterizza l’attuale procedimento di assegnazione dei migranti sui territori comunali.
Ritenuto di dover proporre al Ministero dell’Interno ed alla Prefettura di L’Aquila di coinvolgere formalmente i comuni nei processi di assegnazione e di riparto dei migranti anche quando questi passino al di fuori delle procedure SPRAR; ciò in quanto il comune, in base all’attuale assetto costituzionale di cui agli artt.5 e 114, non può semplicemente subire tale unilaterale decisione ed il sindaco è autorità locale e di pubblica sicurezza ai sensi degli artt.50 e 54 del D.Lgs 267/2000.
Vista la circolare del Ministero Interno n.1254 del 27.1.2016, rivolta ai Prefetti, con la quale veniva segnalato alle prefetture di esortare i sindaci alla presentazione dei predetti progetti SPRAR, con la promessa, non certo garanzia, di impartire “ai tavoli regionali specifiche istruzioni perché si eviti di prevedere l’accoglienza nei territori in cui siano già presenti centri SPRAR e si concentri l’eventuale attività contrattuale prevalentemente sui territori ove non insistono tali tipologie di progetti.”
Premesso tutto quanto sopra riportato, assume la seguente posizione al riguardo:
1. Riferisce al Prefetto di L’Aquila ed al Ministero degli Interni sulla situazione del comune di Pizzoli come relazionata nella premessa del presente documento e nella delibera di Consiglio Comunale n.4 del 23.2.2016, generata dall’assegnazione di 106 migranti e rifugiati politici programmata dalla Prefettura per il 2016.

2. Esprime un dissenso totale in relazione alla completa assenza di coinvolgimento dei comuni e dei sindaci che caratterizza l’attuale procedimento di assegnazione dei migranti sui territori comunali, in ultimo quello comunicato ai sindaci nella riunione del 19 febbraio scorso.

3. Propone al Ministero dell’Interno ed alla Prefettura di L’Aquila di coinvolgere formalmente i comuni nei processi di assegnazione e di riparto dei migranti anche quando questi avvengano al di fuori delle procedure SPRAR; ciò in quanto il comune, in base all’attuale assetto costituzionale di cui agli artt.5 e 114 della Costituzione, non può semplicemente subire tale unilaterale decisione ed il sindaco è autorità locale e di pubblica sicurezza ai sensi degli artt.50 e 54 del D.Lgs 267/2000.

4. Richiede di dare immediata attuazione alla circolare del Ministero Interno n.1254 del 27.1.2016 e quindi di evitare di prevedere l’accoglienza dei migranti nei territori in cui siano già presenti centri SPRAR e di concentrare le assegnazioni prevalentemente sui territori ove non insistono tali tipologie di progetti.

5. Di inoltrare il presente documento alla Prefettura ed al Ministero Interno per il tramite della stessa.

Articoli a Confronto!

comune

E’ evidente che quando la tua parte politica governa, meno informazione c’è e meglio è, meno fastidi ci sono meglio è, meno voci ci sono e meglio è.   E. Mentana

Per una corretta informazione riportiamo i tre articoli apparsi sul  Qoutidiano Dell’Abruzzo il Centro.

centro2Pizzoli, sui fondi per il terremoto l’opposizione accusa

PIZZOLI. Il gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Pizzoli “Insieme per Pizzoli” ha diffuso ai cittadini del Comune la seguente nota di cui riportiamo ampi stralci: «Nei mesi scorsi siete stati più volte “tirati per la giacchetta” da chi vi ha parlato di problemi nel bilancio, di disavanzo, della necessità di mettere mano al portafogli, della responsabilità sempre appartenente ad “altri”. Ebbene noi come voi volevamo capire come stessero realmente le cose e perché. Vi presentiamo dunque i risultati delle nostre ricerche. A seguito del sisma del 6 aprile 2009, i Comuni del cratere sono stati destinatari di risorse finanziarie finalizzate alle diverse esigenze post-sisma, tra cui il finanziamento per la ricostruzione privata degli edifici danneggiati. Nel 2011 sono stati trasferiti 790.000 euro per la ricostruzione privata. Questi soldi, dunque sarebbero dovuti essere utilizzati solo ed esclusivamente per ripristinare le abitazioni danneggiate dal sisma. L’allora responsabile dell’ufficio ricostruzione nonché assessore delegato e oggi sindaco (Giovannino Anastasio), che seguiva i procedimenti e la rendicontazione delle spese della ricostruzione, non ha provveduto a impegnare o vincolare le somme ricevute. Tale vincolo non fu posto nemmeno dagli uffici e dal revisore tanto che finirono come un avanzo di amministrazione nel rendiconto di gestione che fu votato da tutti i consiglieri, dal sindaco Angela D’Andrea e dalla giunta dell’epoca, molti di questi siedono oggi nei banchi di giunta e consiglio. La conseguenza di aver tolto erroneamente il vincolo ai 790.000 euro è stata quella che tra il 2012 e il 2015 ne sono stati spesi, per l’esercizio delle funzioni amministrative, circa il 60% cioè 480.000 euro. Abbiamo tentato di capire come fossero stati utilizzati tali fondi, ma possiamo solo dirvi che forse sono stati utilizzati diversamente rispetto alla loro destinazione. Fatto sta che il 31 dicembre 2015 l’attuale giunta delibera un piano di rientro nell’arco di 3 anni. In che modo? Con un ulteriore aumento della pressione fiscale che si aggiunge all’ingente aumento già operato in autunno da questa amministrazione? O con il blocco della realizzazione delle opere pubbliche per i prossimi anni? In entrambi i casi a pagare saranno i cittadini».

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 Pizzoli, il sindaco replica alle accuse

Anastasio: stiamo evitando il dissesto finanziario causato da chi ci ha preceduto

PIZZOLI. Gianni Anastasio sindaco di Pizzoli ci ha inviato una nota di cui pubblichiamo ampi stralci: «La posizione della minoranza, pubblicata a mezzo stampa, attraverso la quale si cerca per l’ennesima volta di screditare l’operato di chi nell’attività amministrativa, cerca di trovare soluzioni e non di creare problemi, mi porta a dover rispondere, utilizzando, mio malgrado, lo stesso strumento. Ognuno di noi è libero di manifestare il proprio pensiero ma, il diritto sociale all’informazione attraverso cui si manifesta tale libertà, deve trovare il suo limite invalicabile nell’attendibilità e fondatezza delle notizie divulgate e nel rispetto delle persone. Il candidato sconfitto alle scorse elezioni, durante il Consiglio Comunale di insediamento, pronunciò belle parole di fattiva e proficua collaborazione con l’Amministrazione eletta. Evidentemente mentiva sapendo di mentire, mostrandosi così agli occhi anche dei meno attenti “recidivo”. Ritengo che il confronto plateale e poco coraggioso effettuato attraverso mezzi di comunicazione dove, chi decide di scrivere, raccontando solo “la sua verità” o quella più conveniente non garantendo, attraverso il contraddittorio, la controparte interessata e messa in discussione, non ha nulla a che vedere con il concetto di politica leale, onesta e concreta. A distanza di pochi mesi dalle elezioni stanno venendo fuori, in maniera incontrovertibile, supportate da atti e documenti amministrativi, le responsabilità (da me sempre denunciate, prima dai banchi del Consiglio Comunale e poi in campagna elettorale) riguardanti la gestione finanziaria del Comune del precedente sindaco e di alcuni suoi stretti collaboratori. L’attuale minoranza, accettando l’appoggio politico e personale dei vertici della passata amministrazione candidandoli e condividendone le scelte, oggi si vuole sottrarre al giudizio critico legittimamente sollevato dai cittadini. Una minoranza che, per dirsi tale, e che, nel gioco delle parti ritiene di fare opposizione, dovrebbe e potrebbe sollevare le medesime questioni anche attraverso un dibattito in seno al consiglio comunale, luogo deputato al confronto diretto. Questa Amministrazione sta lavorando dall’insediamento, per evitare il dissesto finanziario dell’Ente causato da chi, in maniera superficiale, ha gestito un Comune che da sempre e fino ad allora era considerato un esempio positivo in tutta la Regione. Il tempo e i risultati dimostreranno chi ha ragione e chi ha torto. Nel frattempo continuiamo ad operare nell’interesse del paese e dei cittadini».

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«Ecco tutta la verità sul bilancio»

L’ex sindaco D’Andrea: ho lasciato il Comune con i conti a posto

PIZZOLI. Angela D’Andrea, sindaco di Pizzoli dal 2010 al 2015, interviene sul bilancio: «Anche se non sono più il sindaco, dopo gli articoli tra opposizione e maggioranza del comune di Pizzoli, vorrei fare un po’ di chiarezza, nel rispetto dei cittadini. Gli amministratori di oggi sono gli stessi di ieri e continuano a dire falsità. Parlano di confronto oggi, ma nella precedente consigliatura, non solo l’hanno evitato, ma hanno fatto mancare più volte il numero legale in consiglio comunale, creando evidenti problemi all’ente. Vorrei ricordare che gli attuali amministratori il 30/09/2013 e l’8/09/2014, hanno votato contro l’aumento delle tariffe che doveva coprire totalmente i costi dei servizi, come previsto dalla legge, creando un “disequilibrio di bilancio” annunciato già in sede di consiglio (ma non dissesto). Gli stessi, una volta eletti, inevitabilmente hanno dovuto far fronte ai problemi da loro stessi provocati con l’ottuso ostruzionismo. A chiusura del mio mandato, il bilancio consuntivo del 2014 registrava € 102.772,64 di “avanzo di amministrazione” che è certamente un “non-debito”. Inoltre se, come qualcuno dice, «erano ben note le disastrose condizioni dell’ente» come mai la campagna elettorale è stata fortemente basata sull’abbassamento delle tasse? È questa la lealtà verso i cittadini ? Le somme della ricostruzione: durante i 5 anni della mia giunta, anche senza l’efficacia di un piano di ricostruzione approvato, il comune ha speso € 20.223.954,67 per la ricostruzione: cioè il 97,23% delle somme ricevute. Prima di chiudere il mandato ho opportunamente chiesto all’Ufficio Ricostruzione comunale di effettuare un controllo delle somme ottenute e tale controllo è stato fatto in collaborazione con l’Usrc di Fossa. Con lettera datata 28/05/2015 l’ufficio comunale ha dichiarato che su € 997.108,73 ne risultano allineati € 981.769,40 e la rimanenza di € 15.339,33 si sarebbe azzerata con una serie di pratiche in elenco. Ho quindi chiuso il mandato con la consapevolezza che tutto era a posto amministrativamente. Supponendo, come sembra, che per mancato vincolo, € 320.000 sono stati assorbiti dai meccanismi del bilancio negli anni successivi, vorrei far notare che tali somme sono rimaste comunque in bilancio comunale e non si è mai registrato nessun deficit di finanziamento per nessuna pratica, nessun dissesto finanziario o rallentamento dei processi di ricostruzione.Inoltre, le dimissioni (luglio 2012) dell’allora responsabile ed assessore alla ricostruzione, sindaco attuale, sono state la conseguenza dell’ennesimo litigio sull’andamento dell’ufficio stesso. Oggi, a distanza di nove mesi dall’insediamento, la manfrina che è sempre colpa di quelli di prima non regge più. Governa chi vince…lo facessero!».

Perché dobbiamo mettere mano al portafogli

buon annoCare cittadine e cari cittadini di Pizzoli,

riteniamo di dover tener fede alle promesse fatte in campagna elettorale. Vi abbiamo detto più volte che in noi avreste trovato, trasparenza, attenzione alla legalità e voglia di fare… perseguire questi valori ha portato nei mesi scorsi alla scoperta di molte cose spiacevoli. Spiacevoli perché potrebbero avere ripercussioni nella Nostra vita quotidiana.

Riteniamo tuttavia che sia prioritario informarvi e farvi comprendere quale sia la situazione attuale del Comune di Pizzoli dal punto di vista finanziario e perché si sia giunti a questo punto.

A differenza di altri, non ci interessa urlare, non ci interessa scaricare le colpe, né attribuirle. Vogliamo semplicemente attuare il nostro mandato e lavorare per il bene dei cittadini. Ci hanno accostato e additato come la continuazione di qualcosa che non ci è mai appartenuto, lo capirete bene leggendo questa lettera e capirete come Insieme per Pizzoli non ha alcun interesse ad essere fazioso, ad entrare in un conflitto che non gli appartiene.

Nei mesi scorsi siete stati più volte “tirati per la giacchetta” da chi vi ha parlato di problemi nel bilancio, di disavanzo, della necessità di mettere mano al portafogli, della responsabilità sempre appartenente ad “altri”.

Ebbene noi come voi volevamo capire come stessero realmente le cose e perché. Vi presentiamo dunque i risultati delle nostre ricerche e vi invitiamo a porre attenzione al momento in cui sembra che i problemi siano sorti, il 2011, anno in cui le lotte intestine all’amministrazione non avevano ancora interessato il nostro Comune.

A seguito del sisma del 6 aprile 2009, i Comuni del cratere sono stati destinatari di risorse finanziarie finalizzate alle diverse esigenze post-sisma, tra cui il finanziamento per la ricostruzione privata degli edifici danneggiati.

Nel 2011 sono stati trasferiti 790.000,00 euro per la ricostruzione privata. Questi soldi, dunque sarebbero DOVUTI essere utilizzati SOLO ed ESCLUSIVAMENTE per ripristinare le abitazioni danneggiate dal sisma. L’allora responsabile dell’ufficio ricostruzione nonché assessore delegato, (Giovannino Anastasio), che seguiva i procedimenti e la rendicontazione delle spese della ricostruzione, non ha provveduto a impegnare o vincolare le somme ricevute. Tale vincolo non fu posto nemmeno dagli uffici e dal revisore tanto che finirono come un avanzo di amministrazione nel rendiconto di gestione che fu votato da tutti i consiglieri, dal sindaco (Angela D’Andrea), dalla giunta dell’epoca, molti di questi siedono oggi nei banchi di giunta e consiglio.

La conseguenza di aver tolto erroneamente il vincolo ai 790.000 euro è stata quella che tra il 2012 e il 2015 ne sono stati spesi, per l’esercizio delle funzioni amministrative, circa il 60% cioè 480.000 euro.

Abbiamo tentato di capire come fossero stati utilizzati tali fondi, ma possiamo solo dirvi che forse sono stati utilizzati diversamente rispetto alla loro destinazione. Fatto sta che il 31 dicembre 2015, “quatti quatti,” l’attuale giunta delibera un piano di rientro nell’arco di 3 anni.

In che modo?

Con un ulteriore aumento della pressione fiscale che si aggiunge all’ingente aumento già operato in autunno da questa amministrazione? o con il blocco della realizzazione delle opere pubbliche per i prossimi anni?.

In entrambi i casi a pagare saranno i cittadini.

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Cambio di ROTTA

cambio di rottaNon volevamo percorrere e praticare il contrasto politico sterile ma quello costruttivo, che ricerca sempre una mediazione possibile.

Dalla nostra lettera di insediamento
Noi della minoranza avremo come primo obiettivo sempre la crescita del nostro territorio e il benessere di tutti i cittadini e con determinazione ci impegniamo a condividere e collaborare a tutte quelle azioni che perseguono questo intento. Invitiamo quindi la maggioranza a far tesoro del confronto e a considerare la nostra presenza come risorsa. Auspichiamo che possiate vedere questo Consiglio Comunale come uno spazio, per poter dibattere insieme sui temi più importanti e delicati del nostro territorio e non come una struttura di semplice ratifica di decisioni prese in altre sedi.

Avremmo voluto che la maggioranza valutasse con serietà il nostro intento di portare avanti un’azione di minoranza, seria, collaborativa, leale e soprattutto costruttiva almeno su alcune tematiche generali e della convivenza democratica. Ci eravamo illusi di poter essere protagonisti di un nuovo modo di fare politica, un modo che mettesse all’angolo le rivalità per il bene del territorio e dei cittadini, un modo che proponeva una collaborazione critica e non un’ opposizione sterile.
A otto mesi dall’insediamento (un tempo abbastanza lungo) dobbiamo constatare un’ insensibilità a questi temi da parte della maggioranza, ad ogni richiesta di condivisione e collaborazione, abbiamo registrato una palese indifferenza.
Dalla modifica dello Statuto Comunale, alla stesura dei regolamenti, alle politiche di espansione dell’area artigianale, alla stesura del Documento Unico di Programmazione 2016, al bilancio di previsione 2016, al recupero dell’evasione fiscale, alle priorità delle opere pubbliche da realizzare, alle modalità per far fronte al disequilibrio di bilancio, all’aumento e modulazione della pressione fiscale, non siamo mai stati interpellati, mai nessuna commissione o consulta è stata costituita per un qualsiasi tema da affrontare. Abbiamo dovuto subire anche l’indifferenza alla nostra richiesta di avere un luogo fisico all’interno del comune per un giorno la settimana per poter svolgere il nostro mandato elettorale e ricevere i cittadini (la nostra presenza attualmente è relegata lungo i corridoi) malgrado è codificato nel regolamento comunale (Art. 6 2. Ai consiglieri sono assegnati un locale idoneo e la strumentazione necessaria allo svolgimento delle funzioni istituzionali).

L’opposizione prende atto dell’indifferenza della maggioranza a questi temi, che prevedono forse uomini e donne illuminati, aperti e capaci di tracciare nuove strade di fare politica.
Noi di Insieme per Pizzoli comprendendo l’importanza istituzionale della nostra funzione, con una rinnovata forza propulsiva e rinnovatrice, assumeremo una più determinata funzione di controllo attivo e di informazione nei confronti dei cittadini, la nostra presenza oltre ad essere di stimolo acquisirà un ruolo di contrasto ove necessario, per impedire l’adozione di atti contrari al pubblico interesse.
Si tratta quindi di un ruolo diverso da quello che auspicavamo, ma con la stessa verità dobbiamo informarvi, cari cittadini e cittadine, che quella di emarginare la minoranza e non renderla partecipe è una scelta politica lecita di questa maggioranza che considera la nostra presenza non una risorsa ma un peso, scegliendo di non condividere e dibattere su nessun tema importante che incide sulla vita della comunità locale.
Come opposizione, pur rimanendo delusi per questa occasione persa, promettiamo di essere vigili e cercheremo con ogni mezzo di bilanciare lo strapotere della maggioranza che potrebbe degenerare in comportamenti scorretti, autoritari e opportunistici.
I consiglieri di minoranza

ACCORDI PRE-ELETTORALI

ACCORDI PRE ELETTORALINel Consiglio Comunale di oggi 14 dicembre 2016 al primo punto all’ordine del giorno le dimissioni del consigliere Agostino Mancini che viene sostituito dal primo dei non eletti Domenico Gervasio. Il sindaco Anastasio precisa subito che le dimissioni si riferiscono al ruolo da consigliere, infatti, CON UNA SUA NOMINA lo ha immediatamente riconfermato quale assessore esterno. 

 Intervento del capogruppo di minoranza “Insieme per Pizzoli

Premetto che, con il presente intervento, non intendo esprimere alcun giudizio sulle persone, ma solo sui fatti che hanno indotto il consigliere Mancini a dimettersi.

Già nel mese di giugno 2015 era chiara l’intenzione del sindaco, che in consiglio comunale apportò delle modifiche allo Statuto, inserendo la possibilità di nominare tutti assessori esterni malgrado la ferma opposizione della minoranza. L’ operazione successiva è stata quella di nominare assessore esterno, la non eletta Avv. Laura Testa, motivando la necessità di avere in giunta specifiche competenze che non trovava nei consiglieri eletti.

Analizzando ciò che sta accadendo oggi, ci poniamo due domande:

  • C’era bisogno di scomodare i cittadini in una consultazione elettorale per poi disattendere le loro indicazioni di bocciatura per alcuni candidati?
  • Dove va a finire la democrazia e la volontà popolare?

I consiglieri di minoranza sono contrari ad una politica del trasformismo, che senza un’adeguata motivazione trasforma un assessore e consigliere eletto (INTERNO) in un assessore (ESTERNO) in modo da permettere l’inserimento di un consigliere non eletto. Questa si chiama opportunità politica della casta.

Noi cerchiamo di essere diversi e crediamo in una politica etica e trasparente, vicina alla gente e lontana dai giochi di palazzo rispettosa della volontà degli elettori e non di quella degli eletti. Prendiamo atto che questa operazione è uno scambio politico legato ad accordi pre-elettorali che prevedevano il rientro di tutti i non eletti.

Al collega Consigliere Mancini, eletto sempre attraverso un consenso popolare che oggi si dimette pur rimanendo al suo posto di assessore, diciamo: quale etica politica in questa scelta che elimina il peso del voto dei cittadini?

Concludo l’intervento con la convinzione ferma che queste manovre usano le istituzioni per un progetto di parte, per assurdo, ma non troppo, sono sicuro che vedremo tutti i candidati non eletti della lista “Intesa Democratica” fra i consiglieri eletti. Ai cittadini ricordiamo che questa operazione bypassa la legge, annulla la volontà popolare e fa gli interessi degli eletti e non degli elettori.

Pizzoli 14/01/2016

IL NOSTRO PUNTO DI VISTA

BANNERCari cittadini e care cittadine,
cogliamo l’occasione per raccontarvi gli ultimi 6 mesi dal nostro punto di vista. Vi presentiamo una serie di fatti e poniamo una serie di domande. I commenti e le risposte li lasciamo a voi.

All’indomani delle elezioni l’amministrazione comunale ha indetto una selezione per individuare il personale necessario per pulire le aree verdi e rendere un po’ più decoroso il nostro territorio.
Sembra che la selezione sia stata effettuata tramite un sorteggio. Siamo costretti a dire sembra, perché nessuno della minoranza è stato invitato né ammesso a parteciparvi.
Questa selezione ha permesso di ottenere due risultati, uno temporaneo, l’altro invece temporalmente meno circoscritto e molto grave.
Se da un lato sono state ripulite alcune strade ed alcune aree verdi, per un breve periodo di tempo, dall’altro si è sforata la spesa per il personale. Non sarebbe stato meglio, all’indomani delle elezioni, controllare il bilancio per poi provvedere ad organizzare meglio il lavoro del personale già in forze presso il nostro comune? Come si porrà riparo allo sforamento della spesa per il personale? Chi pagherà?
Il Testo unico degli Enti Locali, che disciplina il funzionamento dei Comuni stabilisce alcune cause di incompatibilità, tra gli altri, per chi ricopre il ruolo di consigliere comunale. Tale incarico risulta incompatibile con un ruolo di rappresentanza legale all’interno di una associazione che riceva dal Comune stesso un finanziamento pari ad almeno un decimo del proprio bilancio.
Chi rappresenta dunque, ad esempio presiedendola, una associazione, non può ricoprire la carica di Consigliere Comunale del Comune in cui l’associazione ha sede.
La questione si è posta in occasione del Premio Cavallari, che il Comune di Pizzoli, di concerto con la Pro Loco Le tre montagne, è solito organizzare. Il regolamento che disciplina l’organizzazione della manifestazione predetta, affida solo alla Pro Loco compiti organizzativi e logistici.
Sarà che abbiamo effettuato una campagna elettorale all’insegna di pochi slogan, ma facendoci portatori di tanti valori, come la legalità, la trasparenza e l’assenza di conflitti d’interesse, mai ci saremmo aspettati, per rispetto soprattutto a TUTTI i cittadini di Pizzoli, che la Dott.ssa Maria Curtacci, perfettamente conscia delle norme che regolano il proprio mandato, avesse scelto tra la carica di consigliere e quella di presidente della Pro Loco appunto, considerando che quest’ultima riceve un finanziamento dal Comune superiore ad un decimo delle sue entrate, e invece…
In ossequio al regolamento che prevede il coinvolgimento della sola Pro Loco nell’organizzazione del Premio Cavallari, essa ha presentato al Comune di Pizzoli, a firma della propria presidente, Curtacci, la richiesta per ottenere il finanziamento necessario….
La giunta, con delibera n. 63 del 02/07/2015, senza neanche preoccuparsi di vagliare la conformità o meno dell’intera situazione al T.U. Enti Locali, ha autorizzato il finanziamento.
A quel punto è intervenuta Insieme per Pizzoli. Abbiamo chiesto con una interrogazione al Sindaco se avesse effettuato i dovuti controlli in merito alla posizione di incompatibilità della Dott.ssa Curtacci. Purtroppo abbiamo avuto solo risposte evasive.
Il risultato è stato che, in violazione del regolamento che disciplina il Premio Cavallari, il contributo di 5000 euro e la sua gestione sono stati affidati improvvisamente all’associazione Orione (annullando la precedente delibera), due giorni prima dell’evento.
Il Consiglio Comunale di Pizzoli, poi, con voto unanime della sola maggioranza, ha approvato un piano di tassazione che lascerà ancora più indietro chi è in difficoltà nel nostro territorio.
Si è deciso, infatti, di aumentare in maniera lineare ed orizzontale la tassazione: TARI, TASI, IMU, IRPEF.. Ve ne sarete accorti…
Ebbene alla nostra richiesta di studiare un piano che tenesse nella dovuta considerazione la situazione reddituale della famiglia e dunque di alzare le tasse solo ai soggetti più abbienti, la maggioranza ha risposto un sonoro diniego.
Alla nostra richiesta di optare e disciplinare il baratto amministrativo, ovvero la possibilità di compiere lavori socialmente utili se si è nell’impossibilità economica di pagare le imposte, la maggioranza ha risposto di no. Dunque quello che è realtà in altri comuni abruzzesi aventi le medesime dimensioni del nostro (si veda il Comune di Tollo, ad esempio), non può esserlo a Pizzoli. Perchè?
Nonostante tutte le parole e le promesse fatte nel corso della Campagna Elettorale da Intesa Democratica, la tassazione è dunque aumentata.

E il resto del programma? Quanti punti sono stati rispettati?
Dov’è l’impianto di videosorveglianza che avrebbe dovuto essere istallato presso il Cimitero Comunale? E quello per la sicurezza del territorio?
Dov’è la Consulta Comunale Giovani che il l’allora candidato Sindaco si era impegnato a mettere su entro 100 giorni dalle elezioni?
Dove sono l’agenda digitale locale che doveva essere stilata nei primi 100 giorni dall’ amministrazione, e la piattaforma open municipio per una maggior trasparenza amministrativa e la rete wifi gratuita?
Dov’è la puntuale e costante manutenzione del territorio per diminuire il degrado?

Abbiamo già fatto notare che la strada che porta al Palazzetto dello Sport è completamente dissestata, come anche la strada nella zona artigianale, eppure le si lascia in tale stato nonostante l’una sia utilizzata da tutti coloro che frequentano le strutture sportive, nonché da coloro che si recano allo Stadio la domenica e l’altra è a servizio dell’unico polo artigianale del nostro territorio. A fronte di questo stato dei fatti, Intesa Democratica ha scelto di asfaltare la strada che invece conduce ad un’unica attività commerciale sita in Cavallari. Perchè?

Noi siamo ancora convinti che amministrare bene significhi garantire il meglio alla collettività, non a pochi. Siamo ancora convinti che la nostra azione debba essere improntata alla trasparenza e alla legalità e dunque, con i nostri mezzi e i nostri strumenti, vogliamo continuare ad essere la voce di tutti i cittadini che vorrebbero essere ben amministrati.

Informazioni dettagliate sul sito ufficiale: www.insiemeperpizzoli.it/

Gruppo di minoranza Insieme per Pizzoli

Banca Etruria, un intero borgo a rischio: «A Pizzoli sono svaporati dieci milioni di euro»

In un piccolo centro in provincia de L’Aquila un paesano su quattro è stato coinvolto nel pasticciaccio delle azioni e delle obbligazioni subordinate. Ora il “Comitato Difesa Risparmiatori” lancia la sfida: «Niente elemosine, vogliamo indietro tutto»
L’ESPRESSO    – Maurizio Di Fazio 15 dicembre 2015
banca marche

“In un piccolo centro come il nostro la Banca Etruria, la ‘banca del paese’, era considerata un luogo amico, quasi un’istituzione; e gli stessi dipendenti che ci lavoravano da anni, a volte da decenni, erano diventati per i nostri cittadini un punto di riferimento assoluto. Nessuno poteva immaginarlo questo triste finale” ci racconta il sindaco di Pizzoli Gianni Anastasio. Pizzoli è una cittadina in provincia dell’Aquila a 740 metri sopra il livello del mare e con poco più di quattromila abitanti, mille dei quali coinvolti nel pasticciaccio delle azioni e delle obbligazioni subordinate andate in fumo, risucchiate nel gorgo della”vecchia” banca Etruria. Un paesano su quattro.

“Nonostante il terremoto del 2009, la nostra economia aveva continuato a girare. Banca Etruria era un po’ il nostro tessuto connettivo, il nostro quartier generale. Ora non resta che fare la conta dei sommersi”.

Per una piccola comunità come questa, il trauma è stato incalcolabile: “Sono svaporati dieci milioni di euro in azioni e obbligazioni subordinate, solo a Pizzoli – continua il sindaco -. Chi voleva comprarsi una casa, chi voleva aprire un’attività. E non mi risultano speculazioni. Conosco cittadini che ne avevano sottoscritte per 250 mila euro; qualcuno si era spinto a trecentomila; alcuni imprenditori locali a capo di aziende redditizie, sedotti dal 3.5 per cento di interesse e su consiglio esplicito della banca, hanno perso di botto 6-700 mila euro. Soldi che erano stati magari accantonati per il Tfr delle maestranze. Nessuno di loro era cosciente del fatto che se Banca Etruria fosse fallita i risparmi sarebbero diventati carta straccia”.

Pizzoli. Abruzzo interno. Un intero borgo rischia il fallimento perché ha creduto e “investito” in massa nei prodotti finanziari a rischio della (sua) Banca Etruria. Nella “bad bank” affogano tanti buoni, e spesso i cattivi lo sono per caso: pensionati che hanno immolato sull’altare della finanza dal volto di famiglia i propri modesti, o ingenti, risparmi; giovani coppie che rischiano di dire addio per sempre alla festa di nozze o alle rate del mutuo. L’imprenditore edile che ha perso 250 mila euro “messi da parte per il futuro dei miei figli e nipoti, e per una vecchiaia serena”. La pensionata che ha profuso tutta la sua liquidazione in obbligazioni “non sapendo che fossero rischiose. I bancari di Etruria m’avevano convinta: ‘è una cosa fattibile, su misura per te’. Ci ho rimesso 65 mila euro”. L’uomo di mezza età a cui è rimasta “solo la carta per andare al bagno”: i suoi 35 mila euro sono spariti con la morte della classica Banca Etruria e la nascita della Nuova Banca Etruria. L’ex operaia “arrabbiata e mortificata. Io mi fidavo della banca. E loro mi rassicuravano sempre, ‘stia tranquilla,sono guadagni sicuri’. Talmente sicuri che non ho più 35 mila euro”. L’ottantenne disperato che in obbligazioni subordinate aveva convertito le previdenze, le rinunce di una vita: “Ho 87 anni, e ora mi tocca andare avanti con 480 euro di pensione. Non dormo più”. La signora che ha gettato inconsapevolmente alle ortiche il suo Tfr ottenuto dopo 42 anni di lavoro; quella privata dei suoi 50 mila euro, “con una pensione di 240 euro”; e c’è Domenico Ioannucci, portavoce di quel “Comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli” che ha lanciato pubblicamente la sfida: “Dobbiamo muoverci prima che sia troppo tardi, e cioè prima che il decreto sia convertito in legge. Fino a qualche mese fa si percepiva da parte dei dirigenti della banca l’invito a continuare a investire, a prescindere dal profilo di rischio personale di ciascuno di noi. Anche investimenti in azioni liquide e obbligazioni subordinate, ci sono stati presentati come un’alternativa valida al mattone o alla semplice giacenza nel conto corrente”.

Sono 1500 gli iscritti al comitato: lievitano di ora in ora. Ne fanno parte anche obbligazionisti e azionisti di Amatrice, Antrodoco e Roma. Rivogliono indietro il cento per cento dei loro versamenti bancari svaniti: “Niente elemosine dal governo”. Domenica il comitato ha protestato davanti ai cancelli della Leopolda: “Abbiamo capito una cosa: il governo, secondo noi, ha già deciso, e l’unico intervento che farà sarà quello di prelevare questi 120 milioni dal fondo di solidarietà per poi aprire una sorta di concordato con i sottoscrittori delle obbligazioni subordinate – ci dice ancora il primo cittadino di Pizzoli, andato anche lui a Firenze -. Non intendono restituirci più del trenta per cento”.

I clienti dell’Etruria che si sentono truffati chiederanno i danni con singole cause civili. Nessuna class-action all’orizzonte. Si valuta inoltre la possibilità di una procedura penale, con annessa richiesta di sequestro cautelare preventivo per “mala gestio”. Anima legale del “Comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli” è Vanna Pizzi, consulente di Federconsumatori, alle spalle esperienze nel crac Parmalat e nei bond argentini per dirne due: “Molti risparmiatori sono finiti in mezzo a una strada, e il governo ha messo sul piatto una cifra insufficiente – spiega all’Espresso Vanna Pizzi -. Tra gli obblighi di una banca ci sarebbe quello di assicurarsi che il risparmiatore che si accinge a sottoscrivere obbligazioni subordinate possegga un determinato profilo di rischio, e sia perfettamente consapevole di quanto sta firmando. Qui a volte mancava la specifica stessa del titolo subordinato”.

L’avvocatessa romana prospetta anche una soluzione alternativa, l’offerta pubblica di scambio, cioè uno scambio delle vecchie con nuove obbligazioni: “Nel decreto del governo potrebbe essere posto un vincolo che faccia in modo che la nuova good bank emetta nuove obbligazioni dello stesso valore di quelle vanificatesi in precedenza. Per risarcire i risparmiatori  con strumenti potenzialmente più in salute dei loro diretti antenati: oltre alla restituzione del loro valore originario, potrebbero essere pagate così anche le cedole. E chi volesse potrebbe liberarsene subito, o venderle nel mercato secondario”. Un modo poi questo “per frenare la corsa al ritiro dei risparmi” e scansare il problema “aiuto di Stato”: “sarebbero le stesse banche, sorte sulle proprie ceneri, a restituire il dovuto ai risparmiatori”.

A Pizzoli, in montagna, tutta una piccola città spera. Anche per tornare a guardare serenamente negli occhi, senza retropensieri, al bar, in piazza, quei dipendenti della “banca di bandiera” che per loro erano come vecchi amici esperti di finanza

Articolo del Consigliere Gianluca Sette “CHI HA SBAGLIATO PAGHI!”

DEBITO

Buonasera a tutti. In data 17 novembre 2015 si è tenuto l’ultimo consiglio comunale e, come di consuetudine, mi sono concesso una quindicina di giorni per pensare e scrivere una nota in merito ad un punto all’ordine del giorno. Il passo che vorrei discutere con voi oggi, riguarda la questione numero tre: rinegoziazione mutui con Cassa DD.PP. S.p.A.
Di che cosa si è discusso due martedì fa, è un qualcosa che mi lascia basito ed indignato di fronte alla mancanza di lungimiranza e buona coscienza che i vari amministratori che si sono succeduti nel corso degli anni hanno avuto nei confronti della spesa pubblica. Cercherò di spiegarmi meglio, dati alla mano, in modo tale da non dover lanciare insensate critiche senza un fondamento apparente. Fino a due settimane fa, il debito pubblico del Comune di Pizzoli nei confronti dei creditori ammontava esattamente a 669.845 euro, capitale più interessi. Allo stato attuale delle cose, dopo la rinegoziazione appunto, il debito è aumentato esattamente a 837.276 euro, capitale più interessi. Rinegoziando il debito l’amministrazione ha abbassato la rata sul mutuo, aumentando gli interessi di 167.431 euro, portandola la rata stessa da circa 67.000 euro a circa 34.000 ,rimpinguando le tasse comunali di circa 100.000 euro in tre anni ma prolungando inevitabilmente la durata del debito, portandola all’ipotetica estinzione non più al 2025 ma al 2040.
Bene, 2040. Facendo altre due piccole operazioni matematiche, visto che la matematica non è un’opinione e siamo in tema di conti, io che sono nato nel 1990 nel 2040 avrò la bellezza di cinquant’anni tondi tondi, il doppio dell’età che ho adesso. Praticamente se ricominciassi da zero vivrei esattamente un’altra vita, ma qui entriamo nel tema della metafisica quindi non esageriamo! Sarò senza dubbio un bellissimo uomo di mezza età, con una bella testa pelata e una rotonda pancia cicciona, questo si, ma il discorso purtroppo non riguarda il mio aspetto fisico ma i soldi che dovrò esborsare, e come me tutti i cittadini del comune di Pizzoli, per altri venticinque anni. La cosa che mi indigna più di tutte però non riguarda la mia generazione o le generazioni passate bensì le generazioni future. I miei figli e i figli dei miei figli si troveranno a dover pagare la totale assenza di buon senso dei nonni del loro nonni. Non è già abbastanza frustrante nascere con il peccato originale, dobbiamo necessariamente dare alla luce figli che abbiano anche il “debito pubblico originale”? È proprio vero che gli errori dei genitori ricadono sui figli! Io credo che le aspettative di un buon padre di famiglia rispetto alla prole siano proprio quelle di lasciare un mondo migliore e più salubre ma, man mano che vado avanti con gli anni, mi rendo sempre più conto che l’uomo, a causa del suo egoismo, avidità e insulso senso di onnipotenza, riesce a distruggere tutte le infinite bellezze che la natura ha da offrirgli. Mi riferisco all’arte, all’amore, ai fiumi, ai mari, agli animali, a tutte quelle cose che sono il fondamento stesso di una società bella e in salute. A questo mi chiedo, anzi vi chiedo: ma vogliamo davvero lasciare un mondo così corrotto ed autolesionista ai nipoti dei nostri figli o vogliamo tutti impegnarci affinché la nostra società si muova sempre di più verso una situazione di automiglioramento? Io personalmente non mi sento assolutamente responsabile delle scellerate scelte che hanno portato a questo default finanziario. Chi ha sbagliato paghi! Io personalmente però mi sento in dovere di consigliare, in quanto consigliere, qualche lungimirante, a mio parere, azione di investimento. È sulla bocca di tutti in questi giorni la conferenza sul clima tenutasi a Parigi. A proposito di automiglioramento, io penso sia un’ottima idea quella di investire questo denaro che pagheremo in quindici anni in più di debito in un ammodernamento dell’efficienza energetica delle strutture comunali. In questo modo io penso che nel giro di venticinque anni avremmo ripagato l’investimento fatto e avremmo guadagnato molto in termini economici e di salute, diventando ancor di più un paese all’avanguardia in termini di qualità della vita. Questa è solo una delle tante proposte che si possono fare in termini di efficienza ambientale ed io auspico più che mai che il Comune di Pizzoli e l’amministrazione Anastasio abbiano intenzione di muoversi in questa direzione. Spero altresì che si trovino i colpevoli di questa nefandezza. Ripeto, chi ha sbagliato paghi e paghi perché chi è causa del suo mal, ed in questo caso anche del male altrui, pianga se stesso!
Consigliere Gianluca Sette

Viene reintrodotta la TOSAP sui lavori della ricostruzione.

tosapViene reintrodotta la TOSAP (TASSA OCCUPAZIONE SPAZI ED AREE PUBBLICHE)  nei lavori della ricostruzione.

L’Amministrazione comunale di Pizzoli, nel Consiglio scorso ha reintrodotto la tassa per l’occupazione spazi ed aree pubbliche relative all’istallazione di ponteggi e deposito materiale edilizio ed attrezzature, riferite ai lavori di ripristino dei danni arrecati agli immobili dal sisma del 6 aprile 2009.

Questa tassa era stata abolita il 27-09-2012 nella stesura del nuovo Regolamento Comunale per le occupazioni di spazi ed aree pubbliche proprio in considerazione della ricostruzione.

L’attuale amministrazione con l’intento di “fare cassa” la reintroduce.

“Il sindaco interviene spiegando al consiglio come sia necessario curare particolarmente l’incasso di alcune entrate comunali in ragione della particolare situazione di bilancio; pertanto è necessario rivedere la precedente decisione in ordine alla esenzione delle occupazioni relative ai cantieri della ricostruzione”.

Dobbiamo prendere atto che, a decorrere dal 01/01/2016, le fattispecie di occupazione temporanea relative all’istallazione di ponteggi e deposito materiale edilizio ed attrezzature, riferite ai lavori di ripristino dei danni arrecati agli immobili dal sisma del 6 aprile 2009, sono soggette alla tassazione TOSAP la cui tariffa, per le predette fattispecie, viene stabilita nella misura giornaliera ed a mq di € 0,225.

Facendo un rapido calcolo per un’ occupazione di 100 mq la tassa annua a carico dell’impresa sarà di 8.212,00.

Insieme per Pizzoli