Il diritto di rimanere nella propria terra

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Sosteniamo la campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra

“Chi rischia la pelle su un barcone lo fa perché viene infranto il primo e inalienabile diritto: quello di restare a casa propria. Deve però essere chiaro che mettere chi soffre nelle condizioni di restare nella propria terra vuol dire garantire risorse sufficienti per vivere, lavoro e  pace”.

Di fronte al dramma dei migranti che continuano a perdere la vita lungo le diverse rotte della disperazione, aderiamo alla Campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra” promossa da FOCSIV (federazione di Ong di ispirazione cristiana), Caritas Italiana e Fondazione Missio per promuovere il diritto di ogni persona di vivere nel proprio Paese in modo dignitoso.

Come fare, concretamente, per aderire alla Campagna?

La proposta alle parrocchie, alle Caritas diocesane, ai Centri missionari, ai gruppi, alle associazioni, ai movimenti, ai singoli è di farsi carico di sostenere un microprogetto, perché come diceva Madre Teresa ‘quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia di meno’. I microprogetti sono tante piccole gocce d’amore per dissetare un’umanità che ha bisogno di giustizia.

Non si tratta di carità, ma di giustizia, di garantire diritti che a queste persone vengono negati. Non diamo loro il ‘di più’, ma quello che a loro spetta: la libertà di poter vivere in dignità nella propria terra.

La Campagna nasce su invito della Conferenza episcopale Italiana a seguito degli appelli di Papa Francesco che in particolare ora, in occasione del Giubileo della Misericordia, indica ancora una volta la via dell’accoglienza e della carità concreta.

Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana ha approvato un Vademecum con una serie di indicazioni pratiche per le Diocesi italiane circa l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati in Italia e per la solidarietà con i paesi di provenienza dei migranti.  Al punto 7 del Vademecum la CEI evidenzia che “il doveroso impegno di  accoglienza non deve farci dimenticare le cause del cammino e della fuga dei migranti che arrivano nelle nostre comunità: guerre, fame, disastri ambientali, persecuzioni politiche e religiose”.

Questo ha sollecitato i promotori ad un lavoro unitario sia a livello nazionale sia a livello diocesano. I tre Organismi hanno costituito un tavolo di lavoro comune e hanno lanciato la campagna congiunta “Il diritto di rimanere nella propria terra”. Attraverso le proprie realtà diocesane essi propongono alle Chiese che sono Italia di sostenere, nel corso del Giubileo della Misericordia, una o più “Microrealizzazioni Giubilari”, proprio con l’intento di tutelare il diritto fondamentale di ciascuno a vivere nella propria terra.

La campagna sarà attiva per l’intero anno giubilare mettendo a disposizione strumenti utili alla riflessione, all’azione pastorale e all’attività concreta attraverso una newsletter e sezioni dedicate sui siti e sulle riviste dei tre Organismi.

Le proposte della Campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra” riguardano:·sostegno a 1.000 Microrealizzazioni,  proposte periodicamente a gruppi, prioritariamente localizzate nei Paesi di origine dei migranti e finalizzate a rafforzare e rilanciare il lavoro di promozione umana delle Chiese, delle ONG e dei missionari presenti sul posto;·sostegno a micro “modulari” che sono di fatto un progetto più ampio, finalizzato a garantire non soltanto il diritto a rimanere nella propria terra, ma anche quello a una migrazione sicura;avvio e rilancio di gemellaggi, rapporti solidali, accoglienza, volontariato, ecc. per rafforzare legami, scambi di esperienze pastorali, relazioni che arricchiscano reciprocamente le Chiese coinvolte.